Lewis Hamilton ha rivelato un retroscena che parla di un dettaglio tecnico della Ferrari che lo ha rallentato durante il GP degli USA: “E’ assurdo essere sotto di…”, le parole post-gara
Il sette volte iridato ha parlato dei problemi che lo hanno afflitto soprattutto durante il GP degli USA 2026, con un dettaglio tecnico importante che non gli ha permesso di esprimere il passo: ecco il retroscena svelato dalle parole di Hamilton nella gara di Austin.

Il campione britannico ha ottenuto un buono scatto al via superando la Red Bull di Isack Hadjar e affiancandosi al compagno di squadra. Hamilton però non ha mai avuto lo stesso passo del monegasco, complice anche alcuni problemi che hanno condizionato le performance durante la gara. Lewis sarebbe potuto risalire sul terzo gradino del podio se la permanenza della Virtual Safety Car non fosse durata così tanti giri, visto il ritmo della SF-26 su gomma dura. L’analisi del pilota Ferrari a fine gara è soprattutto improntata a come l’assetto non gli stia garantendo la fiducia che vorrebbe.
Hamilton: “E’ un aspetto su cui devo assolutamente intervenire”
“Penso che mi sia mancato il passo nei primi due stint. Sostanzialmente non riuscivo a far girare la macchina e credo che tutto sia cominciato venerdì. Avevamo un assetto sbagliato nelle FP1, poi siamo andati nella direzione sbagliata anche nelle FP2. Siamo tornati indietro e abbiamo trovato una situazione migliore nelle FP3. Quando fai il giro per schierarti in griglia, la macchina sembra andare bene. Poi, appena inizia la gara, arriva un enorme sottosterzo e non puoi farci nulla. Durante i pit stop abbiamo aggiunto quattro click. Alla sosta successiva ne abbiamo aggiunti altri quattro e, anche così, me ne mancavano ancora quattro. È assurdo essere sotto di 12 click. Dobbiamo davvero capire come siamo arrivati a questo punto“.
“Non potevo fare nulla, quindi gli altri si sono allontanati. Ho perso quegli otto secondi ed è sostanzialmente per questo che alla fine non sono riuscito a conquistare quella posizione. Penso che nelle FP2, quando abbiamo fatto il long run, Charles abbia potuto fare esperienza con quella configurazione, mentre io non ho completato una simulazione di gara con quell’assetto. Il team ha fatto davvero un ottimo lavoro con i pit stop e la strategia. Oggi avevamo un buon passo, soprattutto nell’ultimo stint. Se avessi avuto quel passo anche nei primi due stint, penso che saremmo sicuramente saliti sul podio”.
Nelle prove libere infatti il campione di Stevenage non ha testato le condizioni da gara. Questo può averlo danneggiato perché il bilanciamento è cambiato con alto carico di benzina e Hamilton sentiva la necessità di avere più carico sull’ala anteriore. Il passo mostrato sulla gomma dura nel finale gli avrebbe quasi sicuramente garantito l’ultimo gradino del podio ma il Sir non vuole di saperne di discorsi ipotetici. Il lavoro nelle prossime settimane sarà concentrato nel trovare una finestra di assetto migliore perché qualcosa non sta funzionando nonostante lui abbia dato il massimo dietro il volante.

“Sono tutti discorsi del tipo ‘se avessi fatto questo o quello’. La VSC non è stata l’ideale, ma ho avuto la sensazione che la gara fosse già compromessa durante i primi due stint, quando ho perso tantissimo tempo. Non riuscivo a far curvare la macchina, specialmente nei tratti a bassa velocità, penso alla curva 1, alla 11, alla 12, alla 13 e alla 15, c’era un sottosterzo enorme; ho provato a modificare i settaggi in corsa…Arrivati all’ultimo stint, credo che abbiamo trovato un bilanciamento migliore, ma è quello che avremmo dovuto avere fin dall’inizio. Comunque, abbiamo imparato molto; il team ha fatto un ottimo lavoro con i pit stop e la strategia”. Verso il Messico, Hamilton radunerà il suo team di ingegneri per cercare un compromesso di setup migliore. Il sette volte iridato si augura di poter risolvere queste problematiche che gli hanno impedito di esprimere il suo vero passo durante la gara ad Austin.
“Nelle ultime cinque gare circa ho perso molti punti e credo che il problema sia legato all’assetto: non riesco a perfezionarlo. È un aspetto su cui devo assolutamente intervenire; è proprio qui che ho lasciato per strada dei risultati. Dal punto di vista della guida, invece, sento di aver fatto un buon lavoro. Oggi, in particolare, l’ultimo stint è stato davvero positivo; nei primi due, invece, non ho potuto fare nulla. C’è sicuramente molto da imparare e da portare a casa da questa esperienza. Il team ha fatto un ottimo lavoro introducendo degli aggiornamenti. Charles ha ottenuto un secondo posto, il che dimostra che abbiamo una buona competitività. Spero che, in vista del Messico, riusciremo a correggere gli errori commessi nella definizione dell’assetto”.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
