La Ferrari arriva in Messico tenendo ben a mente un rischio concreto: la pista è situata ad un livello di altitudine elevato, ciò fa aumentare i timori relativi all’affidabilità del motore per la SF-26?
Il Mondiale di Formula 1 prosegue il suo viaggio nel continente americano facendo tappa a Città del Messico, sede dell’omonimo Gran Premio in programma questo fine settimana all’Autódromo Hermanos Rodríguez: la Scuderia Ferrari arriva nella capitale messicana con grossi timori relativi all’affidabilità del motore sulla SF-26? Le parole di Fréd Vasseur.

L’Autódromo Hermanos Rodríguez è uno dei circuiti più particolari del calendario. Situato a 2.285 metri sul livello del mare, presenta condizioni ambientali che non si trovano in nessun’altra tappa del Mondiale. La minore densità dell’aria riduce la resistenza all’avanzamento, consentendo alle monoposto di raggiungere velocità molto elevate sul lungo rettilineo principale, ma diminuisce anche l’efficacia aerodinamica. Un altro aspetto fondamentale riguarda il raffreddamento della power unit e dell’impianto frenante, reso più complesso dalla rarefazione dell’aria.
Vasseur: “Riuscire a gestire bene queste condizioni può…”
“Le ultime gare hanno dimostrato che stiamo andando nella direzione giusta, ma dobbiamo continuare a lavorare con la stessa concentrazione e determinazione. Il Messico presenta una sfida molto diversa rispetto ad Austin, con l’altitudine che aggiunge un’ulteriore variabile nella gestione della vettura durante il weekend. In un panorama di vertice così compatto, riuscire a gestire bene queste condizioni può fare davvero la differenza. Il nostro obiettivo è dare continuità al momento positivo delle ultime gare, continuare a spingere come squadra e metterci nelle condizioni di lottare per un altro risultato importante“. Il tracciato messicano combina il lunghissimo rettilineo di partenza, sul quale si affronta una delle frenate più impegnative della stagione, con una parte centrale caratterizzata da curve di diversa velocità e un settore finale più lento e tortuoso. Tra i passaggi più caratteristici figura la sezione che attraversa il Foro Sol, lo stadio che accoglie migliaia di spettatori e rende unica l’atmosfera del Gran Premio.
La gestione gomme sarà un altro elemento da tenere sotto osservazione: l’asfalto, generalmente poco abrasivo, favorisce strategie con un numero limitato di soste, ma il rischio di surriscaldamento, specie quando si segue un’altra monoposto, può condizionare il passo gara e le scelte strategiche. Il Cavallino Rampante apporterà alcune novità sul cofano motore per garantire un raffreddamento dei componenti interni migliori. La densità dell’aria potrebbe mettere in difficoltà la Power Unit, viste anche le dimensioni del turbo leggermente inferiori in confronto ai rivali. In questo senso si potrà capire meglio se l’ADUO 2 di Monza, con modifiche proprio al turbocompressore, eviterà uno scenario simile a quanto visto in Austria. Ferrari però dovrà fare attenzione e potrebbe essere costretta a non poter spingere al massimo. Un fine settimana che non si prevede affatto semplice.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
