Jean Alesi ha attaccato la dirigenza della Ferrari, difendendo il Team Principal Fréd Vasseur; ecco le parole al veleno dell’ex-pilota.
Il pilota francese che ha vinto una sola gara con la Ferrari è tornato a parlare della situazione attuale in cui si trova la Scuderia di Maranello; per Alesi c’è chi in dirigenza vuole comandare senza competenze, mentre Vasseur non ha tutte le colpe.

Jean Alesi e Charles Leclerc nel 2022 – foto. Getty Images
Jean Alesi ha vissuto un periodo decisamente complicato in Ferrari. Tante rotture gli hanno tolto la possibilità di vincere più di una sola gara con il Cavallino Rampante. Le vetture che ha guidato non erano all’altezza del suo talento, un po’ come Leclerc, ma i Tifosi nonostante ciò non lo hanno mai dimenticato. L’11 Giugno 1995, nel Gran Premio del Canada, Alesi vinse la sua prima ed unica gara e nel giorno del suo compleanno. Sono passati 30 anni da quel momento. Ecco alcune riflessioni (via Formula Passion) dell’ex-pilota ai microfoni de La Stampa, con dichiarazioni pesanti probabilmente nei confronti della dirigenza.
Alesi: “Alcune persone all’interno vogliono comandare e non sono competenti”
“Vasseur non ha il potere che aveva uno come Jean Todt. Le difficoltà non stanno nelle sue scelte, ma in alcune persone che oggi all’interno della Ferrari vogliono comandare e non sono competenti“. Con i recenti rumor sul possibile addio del Team Principal la situazione non sembra serena a Maranello. Quello del francese sembra un chiaro attacco a John Elkann e Benedetto Vigna, rispettivamente il Presidente e l’Amministratore delegato di Ferrari. Alesi ha poi parlato anche del percorso fatto da Leclerc nella scuderia italiana, con alcune similitudini con sé stesso.
“Sono stato un po’ come lui, sì. Sfortunato perché non ha avuto la macchina per arrivare a lottarsela fino in fondo per un Mondiale. Per me resta il pilota più forte della griglia per talento, mi auguro possa avere una chance in futuro”. Anche su Leclerc circolano voci relative ad una sua possibile partenza, con diversi dubbi sul 2026.
Infine ha parlato di quella vittoria ottenuta in Canada e del suo amore sempre ricambiato dai Tifosi della Ferrari.
“Feci un buon inizio di stagione, poi quel giorno volevo vincere a tutti i costi. Quel giorno lo vidi emozionato per me [Schumacher, ndr.], dato che era la mia prima vittoria. Mi disse che ero stato bravo, mi abbracciò nel parco chiuso. Con lui ho sempre avuto un rapporto meraviglioso e per questo non ci rimasi male quando, l’anno seguente, prese il mio posto in Ferrari. I tifosi Ferrari mi spingevano perché volevano il Mondiale, poi hanno capito che le macchine che ho guidato non potevano vincere il campionato. Ma nonostante tutto ho dato l’anima, ogni goccia di sudore, per arrivare davanti il più possibile, e questo lo hanno apprezzato tanto”.
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Credit Copertina: Getty Images
