L’Ingegner Luigi Mazzola ha analizzato la questione riguardante il possibile allarme sul simulatore della Ferrari: “Sono d’accordo sul fatto che…”, ecco le sue parole
Lewis Hamilton ha scelto di non usare il simulatore per la tappa del GP del Canada e l’Ingegnere Luigi Mazzola ha analizzato la questione: “Sono d’accordo sul fatto che…”, ecco il suo giudizio e il possibile allarme per Ferrari.

Dopo il secondo posto ottenuto in Canada, Hamilton ha voluto specificare quale sarà il suo approccio col simulatore da questo punto in poi: “Il simulatore? Tornerò a guidarlo prima o poi… Potrebbe essere utile ad esempio tornare indietro e fare un confronto con questo fine settimana, per capire dove sono le lacune. Il collaudatore dirà che tutto è a posto, ma loro sanno solo quello che sanno, dato che non guidano. Siamo solo io e Charles a guidare la macchina. Il lato positivo di guidare la macchina reale è poter tornare indietro e dire: “Ecco come ci si sente davvero, queste sono le cose che ci mancano”, in modo da poterlo migliorare“. Il sette volte iridato ha poi affermato di non gradire particolarmente il simulatore essendo uno della ‘vecchia scuola’ e che non lo userà per le prossime tappe.
Mazzola: “Meglio far lavorare qualcuno bravo che può dare indicazioni”
“Ci sono due aspetti, è una pista che ad Hamilton piace e sulla quale è sempre andato forte. Quindi è in situazione che lo mette subito in un piedistallo superiore a quello di Leclerc, che non ha mai digerito tanto questa pista. Appena ha visto che era superiore a Leclerc poi si è caricato. Sul simulatore, stiamo parlando di un pilota che non è proprio giovane e nemmeno Raikkonen o Schumacher gradivano tanto il simulatore. Prima c’erano i test però, ora no, dunque non se ne può fare a meno. Ma sono d’accordo sul fatto che ci vada qualcun altro al simulatore, qualcuno che lo apprezza o ci lavora con dedizione o determinazione, rispetto ad un pilota che ci vede differenza rispetto a quella che è la realtà della pista. Dunque meglio far lavorare qualcuno bravo che può dare indicazioni e far lavorare Hamilton nella realtà“.
Queste le parole di Luigi Mazzola a Race Anatomy. Il suggerimento dunque è di ‘invertire il processo’, analizzando i dati ottenuti in Canada e poi trovare riscontro al simulatore. Hamilton ha avuto sin dai primi giri grande feeling, riuscendo a trovare un assetto che lo mettesse a suo agio sul tracciato di Montreal. Il fatto che il britannico non sia a suo agio non significa però che manchi correlazione, soltanto che le sensazioni sono un po’ diverse. Per la prossima tappa sarà fondamentale arrivare in pista già con un setup ottimale, a Monaco è vietato sbagliare.
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Credit Copertina: Getty Images
