Ferrari prepara una rivoluzione cruciale che segnerà il passaggio dalla SF-26 alla ‘679’: verso il 2027 il team tecnico apporterà grosse modifiche, ma quali sono le aree principali interessate?
La Scuderia di Maranello ha avuto nell’arco di questa stagione uno sviluppo corposo che continuerà anche verso l’autunno: la SF-26 pecca solo dal lato motore, ma ci sono altri elementi che Ferrari vuole sistemare e potenziare verso il 2027, ecco quali aree verranno modificate sulla vettura ‘679’.

Il Cavallino Rampante arriva a Monza con l’aggiornamento ADUO 2 che, grazie agli interventi fatti sul turbocompressore, dovrebbe garantire 10 cavalli aggiuntivi. Il lavoro svolto poi sul software fornirebbe altri 5 cavalli utilizzabili nell’arco del giro. Sappiamo perfettamente però che con queste Power Unit conta più l’efficienza rispetto alla potenza pura. Aumentare la ricarica energetica, gestire meglio la batteria e avere una coppia utile per avere una trazione ottimale sono elementi fondamentali. Lo sviluppo aerodinamico, dopo il terzo pacchetto arrivato in Olanda, si fermerà col quarto che debutterà in autunno e che è già in lavorazione a Maranello. I tecnici della rossa hanno però le idee ben chiare verso il 2027.
Ferrari pensa ad un’architettura nuova del motore, ma interverrà anche sul cambio
Ormai è risaputo che il motore 067/6 è nato per delle scelte coraggiose a vantaggio del telaio e dell’aerodinamica, ma con un deficit importante di potenza attestabile intorno ai 30 cavalli da Red Bull Powertrains e Mercedes. Grazie ai due aggiornamenti ADUO 2 la forbice si è quasi dimezzata, ma basta per lottare alla pari? La classifica stilata dalla FIA vede il motore termico di Milton Keynes come il più performante, ma le vittorie della freccia d’argento raccontano altro. Ferrari in Austria con il primo aggiornamento ha recuperato tra i 7 e gli 8 cavalli con la benzina sviluppata da Shell, a Monza dovrebbero essere 15.
Ovviamente la squadra di Maranello non si sente favorita a Monza ma può mettere pressione come accaduto a Barcellona e Silverstone, cercando di raccogliere il massimo dalla gara di casa. Dopo questa tappa si capirà se si riuscirà a tenere vivo il mondiale Costruttori, mentre quello piloti sembra essere nelle mani di Antonelli. Nella Gestione Sportiva si guarda soprattutto al 2027, con Loic Serra ed Enrico Gualtieri che hanno stabilito i punti cruciali della ‘679’. L’approccio aggressivo resterà non solo lato aerodinamico ma anche nella PU. Secondo Motorsport.com infatti il prossimo propulsore non lavorerà alle temperature altissime di quello attuale, che opera intorno ai 115 gradi contro i 70 della concorrenza, con la possibilità di rimuovere delle masse radianti. C’è margine per estremizzare l’aerodinamica perché l’impianto di raffreddamento quest’anno era a volte al di sopra delle dimensioni necessarie.
Il turbocompressore dovrebbe diventare più grande andando verso la filosofia dei rivali. Per quanto riguarda l’aerodinamica sono in atto gli studi utili per recuperare il carico che verrà eliminato con l’abolizione da parte della FIA dell’aletta FTM al posteriore. A conseguenza di ciò verrà anche ridisegnata la scatola del cambio. Invece come riportato da AutoRacer.it, un’altra area che subirà modifiche su tutte le monoposto è la trasmissione.
La distribuzione dei rapporti del cambio assume una rilevanza maggiore con una PU che dipende così tanto dalla gestione della coppia e dell’energia. McLaren ha incontrato parecchi problemi in questa zona. Anche Ferrari ha inserito la trasmissione tra i punti su cui bisognerà intervenire pesantemente verso il 2027. A Maranello si cerca dunque una “migliore integrazione fra cambio, curve di coppia e dispiegamento elettrico della nuova unità”. Le performance dei motori non si deduce solo dai cavalli prodotti ma anche da hardware, software, gestione dell’energia, trasmissione e stile di guida. Il prossimo anno si immagina un salto di prestazione superiore alle aspettative.
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Credit Copertina: Getty Images
