Ferrari e i segreti di Baku: ecco il piano della rossa per tentare l’assalto alla vittoria

da | Set 17, 2025

Per la Ferrari a Baku l’obiettivo è vincere, ma come trasformare un circuito imprevedibile in un occasione per trionfare? Ecco alcuni segreti

La Ferrari arriva a Baku con la consapevolezza che, per vincere, serviranno non solo velocità e affidabilità, ma anche la capacità di interpretare un circuito unico nel suo genere, che unisce lunghi rettilinei e curve strette tra i muretti della città.

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Oliveri Hervig, Performance Engineer della Ferrari – foto: Scuderia Ferrari

Il Baku City Circuit è un tracciato cittadino che combina velocità estreme e sezioni tecniche, mettendo alla prova sia i piloti che gli ingegneri della squadra. Per la Scuderia Ferrari, la trasferta azera rappresenta quindi un’occasione preziosa per ritrovare un po’ di fiducia e affrontare con determinazione una gara (spesso) ricca di colpi di scena. In vista del weekend, il team ha pubblicato un’intervista con Olivier Helvig, Performance Engineer della Scuderia, che ha illustrato le caratteristiche principali del circuito e le sue complessità strategiche. Dalle necessità aerodinamiche ai possibili ingressi della Safety Car, le sue parole raccontano quali siano i fattori determinanti per trasformare questa sfida cittadina in un’opportunità concreta per puntare alla vittoria.

In cosa Ferrari riuscirà a fare la differenza?

Che tipo di compromesso aerodinamico è richiesto al Baku City Circuit?
“Il circuito presenta uno dei rettilinei più lunghi della stagione, Serve la minima resistenza all’avanzamento possibile. Però, è necessaria una buona deportanza per avere confidenza in frenata e un buon grip nelle curve a bassa velocità. Per grande parte, il circuito è formato proprio da curve lente”.

In che modo l’elevata probabilità di ingressi della Safety Car influisce sulla preparazione della gara?
“In termini di messa a punto della vettura, l’impatto è ovviamente piuttosto limitato. Si possono effettuare solo alcune piccole regolazioni dell’assetto. Per il gruppo di strategia, invece, rappresenta un vero grattacapo. Ha molte più conseguenze. Come in altre gare, occorre fare un’attenta valutazione dei rischi e degli scenari possibili, al fine di individuare una strategia statisticamente migliore. Tuttavia, è necessario essere pronti anche a piani alternativi. Molto dipende a seconda dei possibili ingressi della Safety Car in diverse fasi della gara”.

Con queste parole, Helvig mette in evidenza come questa gara non sia soltanto una sfida tecnica, ma anche un banco di prova per la capacità di reagire agli imprevisti. La Ferrari si presenterà dunque al via con la consapevolezza che ogni dettaglio può fare la differenza.

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Credit Copertina: Scuderia Ferrari