Ferrari spinge nei test in Bahrain ma cosa si nasconde dietro il giro veloce di Leclerc nei test in Bahrain e quali sono le potenzialità della SF-26: ecco tutti i dettagli
La Scuderia di Maranello ha scelto di spingere un po’ di più nelle ultime ore del test in Bahrain, facendo segnare un giro veloce dietro l’altro con Leclerc al volante della SF-26: Ferrari non ha mostrato il suo potenziale ma c’è un perché dietro quell’attività e quali sono le potenzialità della vettura di Maranello.

Ferrari non ha voluto lasciare nulla al caso. Dopo aver completato tutto il programma previsto ha deciso, su proposta di Leclerc, di simulare la qualifica in maniera più aggressiva. Dopo il passo di gara il monegasco voleva testare il limite sul giro secco della SF-26. Osservare se le sensazioni si fossero riflesse anche sui tempi sul giro. Per ora la rossa è sembrata molto solida ma Mercedes è davanti a tutti ed ha il favore del pronostico. Ci sono però alcuni dati da analizzare e capire nel miglior giro realizzato da Leclerc e Ferrari nei test in Bahrain.
Albano: “Il tempo di Leclerc nasce da un mix: buona monoposto e…”
“Sul fronte assetto la Ferrari si è presentata in pista con una SF-26 già dotata di un buon livello di carico, anche rispetto a quanto si può dedurre della concorrenza. Anche il bilanciamento tra retrotreno ed avantreno è apparso in buona sintonia, seppur con un posteriore sempre tendente ad essere leggero in fase di trazione. Leclerc ha nelle sue corde la capacità di gestire una monoposto con quel tipo di atteggiamento, nonostante qualche “battaglia” col volante in uscita curva. Si è passati da un retrotreno leggero in senso assoluto nella prima settimana, ad uno ben più piantato aerodinamicamente nella seconda, ma con qualche difficoltà a scaricare a terra tutta la potenza disponibile dell’unità propulsiva”.
Abbiamo già sottolineato come la monoposto sembra avere qualche problema al retrotreno soprattutto in fase di trazione. Il crono poi è stato ottenuto con una mescola più morbida rispetto ai rivali proprio per testare il limite di aderenza che l’auto riesce a sopportare. L’analisi di Federico Albano ci spiega come questo sia un fattore prestazionale che pesa molto sul tempo ottenuto. Gli aggiornamenti hanno comunque portato dei miglioramenti non da poco e la Ferrari cambierà ancora verso l’Australia.

“Ferrari ha deliberatamente scelto di portare a fondo il proprio programma, sfruttando una mescola più prestazionale per ottimizzare assetto ed energia elettrica in condizioni da qualifica. Questo è comunque un segnale interessante anche sullo stato di avanzamento del lavoro: Maranello ha potuto permettersi anche l’utilizzo della C4, a valle di un programma completo. Non è stata, però, solo una questione di gomma o di potenza: il tempo di Leclerc nasce da un mix di una buona monoposto unita a un’ottimizzazione sempre più spinta dell’erogazione e della ricarica elettrica“.
SF-26 buona in frenata ma fatica in trazione
Avevamo rivelato che alcune indiscrezioni parlerebbero di una Ferrari non spinta dal punto di vista della potenza motore e con 30-40 kg di carburante a bordo. E quanto detto in precedenza da Albano sembra confermarlo. C’è poi un momento in particolare dove la rossa sembra essere per ora superiore ai rivali. La frenata. Ma ci sono altri aspetti da sistemare.
“Abbiamo visto anzitutto ottimi riscontri in frenata ed inserimento curva. Con un pacchetto sospensivo che sebbene fatichi in trazione, si comporta molto bene nelle fasi di decelerazione. Anche nei cambi di direzione veloci dello snake, punto critico della prima settimana, Leclerc non ha quasi alzato il piede. Lo stesso vale per la staccata di curva 10, dove il monegasco riesce ad allungare sulla concorrenza. Leclerc ha provato una serie di combinazioni di cui l’ultima è risultata la più efficace. Il monegasco non effettua più lift and coast nel tratto finale dell’allungo. Non inserisce neppure l’ottava marcia. Mantiene il motore ad alti regimi per massimizzare la ricarica. La Ferrari ha poi migliorato progressivamente nelle staccate di curva 8 e curva 10, guadagnando in modo significativo sugli avversari”.
Un altro lavoro minuzioso riguarda quindi la gestione della batteria durante il giro. Il team di Maranello ha provato diverse alternative per massimizzare il giro secco e la performance del pilota. Nessuna voglia di strafare. Solo tante prove volte a capire gli aspetti di una nuova Power Unit che fa più affidamenteo all’elemento elettrico.
charles’ full lap, the fastest of testing 🤌🏽🟣🟣🟣 pic.twitter.com/gBj6ApGyZZ
— clara (@leclercsletters) February 20, 2026
“Nell’ultimo rettilineo in discesa verso curva 14 si è vista la Ferrari scaricare a terra tutta la potenza accumulata nella prima parte del giro, toccando i 309 km/h, con Piastri il più vicino a -5 km/h e Antonelli a -10 km/h. L’impressione è che, man mano che Leclerc riusciva ad ottimizzare le fasi di frenata e recupero energia, aumentasse la disponibilità elettrica da scaricare poi nell’ultimo rettilineo. Il team di Maranello ha evidentemente (e giustamente) privilegiato la comprensione del pacchetto e la raccolta dati. Anche a costo di esporsi con un tempo di riferimento ottenuto su mescola più morbida. In questo senso il “non nascondersi” diventa quasi un indicatore di fiducia nel proprio percorso tecnico”.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
