La Ferrari ha optato per delle opzioni di assetto molto particolari per il GP del Messico, ecco quali sono i punti di forza della SF-26 e di Charles Leclerc dopo le due libere del GP del Messico
La Scuderia di Maranello ha messo in pista una vettura con delle impostazioni d’assetto caratteristiche che la rendono molto competitiva in Messico: cosa emerge dall’analisi dei dati in Messico e quali sono i punti di forza della Ferrari soprattutto con Charles Leclerc al volante.

La rarefazione dell’aria fa sì che i team siano stati abbastanza conservativi con le mappature motore per preservare l’affidabilità. Dall’analisi di Federico Albano infatti i valori di potenza reali si vedranno solo in qualifica quando i piloti dovranno spingere al massimo. La minore densità dell’aria riduce la resistenza aerodinamica delle monoposto con il raggiungimento anche dei 350 km/h. Ferrari potrebbe ovviamente perdere l’attuale status quando i rivali saliranno coi cavalli delle Power Unit ma per ora si vede una SF-26 molto forte per vari motivi.
Ferrari punto di riferimento in meccanica e frenata
“Sul giro secco la Ferrari continua a convincere, indipendentemente dalle condizioni degli pneumatici. Con gomma nuova o usata, la SF-26 appare efficace, ben bilanciata e capace di esprimere prestazioni importanti. Qualche differenza rispetto alle FP1 si nota, soprattutto nella prima parte dello snake, dove la rossa sembrava comportarsi meglio nella sessione iniziale, ma Leclerc ha affrontato il suo giro con una gomma molto usata e quindi il quadro complessivo rimane decisamente positivo“. Queste le conclusioni tratte da Federico Albano, con una rossa che sembra quindi davvero competitiva.
Il punto in cui Leclerc riesce a fare la differenza è però in frenata. Tant’è che in curva 1,4,12 il monegasco costruisce un vantaggio che lo stacca dalla concorrenza e fa esaltare una caratteristica della vettura. Un anteriore forte ma con un posteriore che mantiene l’aderenza. Ovviamente dagli onboard il retrotreno della SF-26 può apparire ballerino ma dobbiamo ricordarci quanto l’altitudine influisca su questa generazione di monoposto che non generano carico verticale. Gli aggiornamenti sembrano però aver dato ai meccanici maggior libertà sull’assetto, visto che il Cavallino in Messico ha spiccato per la sua meccanica al servizio delle asperità del tracciato:
“Ferrari sembra girare con un assetto meccanico relativamente morbido, come si è visto chiaramente nel passaggio sui cordoli, affrontati con grande efficacia anche quando particolarmente alti. Non è un caso che le rosse vadano bene nel lento e tengano bene in trazione nonostante la ben nota carenza di cavalli, due caratteristiche fondamentali su un tracciato come quello messicano, dove l’aderenza meccanica assume un ruolo centrale” ha ribadito Albano. Nei tratti più lenti la SF-26 ruota benissimo senza far scivolare il posteriore. Ciò rappresenta un vantaggio che può diventare cruciale sul giro secco quando le gomme dietro sono sollecitate sia in qualifica che gara.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
