La Ferrari alla vigilia del GP di Spagna: quali segreti nasconde il circuito di Barcellona? Ecco tutti i dettagli…
In un momento decisivo per la stagione della Ferrari, il GP di Spagna offre l’occasione di valutare aggiornamenti e prestazioni su un tracciato particolarmente tecnico; ma quali sono i suoi segreti? Scopriamoli insieme…

Charles Leclerc sulla SF-24 al Gran Premio di Spagna 2024 – Credits: Scuderia Ferrari
Il Gran Premio di Spagna arriva in un momento delicato della stagione in corso e si corre su un tracciato altamente tecnico, che può offrire indicazioni significative sul valore delle monoposto. A rendere il weekend ancora più rilevante è l’introduzione delle nuove direttive sulla flessibilità aerodinamica delle ali anteriori, che potrebbero incidere concretamente sulle prestazioni in pista.
Sorpassi? Merce rara
Il Circuit de Barcelona-Catalunya è una pista storicamente selettiva, tecnica e impegnativa per ogni componente della vettura. Con curve da bassa, media e alta velocità e un lungo rettilineo d’arrivo, si tratta di un banco di prova fondamentale per valutare assetti, motore, gestione gomme e pacchetti aerodinamici. Per questo motivo, spesso, molti team portano qui aggiornamenti e sviluppi.
Tra le novità regolamentari più attese, entrano in vigore test statici più severi, al fine di verificare la flessibilità delle ali. Questa misura è quindi volta a ridurre comportamenti borderline che potrebbero alterare le prestazioni delle vetture in rettilineo e in curva.

Il layout del Circuito di Barcellona – foto: F1
Dal punto di vista del layout, il tracciato ha subito modifiche rilevanti nel corso degli ultimi anni. Dal 2021, ad esempio, le curve 10 e 11 sono state rimodellate in un tornante più veloce. Invece, la rimozione della chicane finale, nel 2023, ha restituito i due curvoni ad alta velocità. Questi ultimi, infatti, hanno l’obiettivo di rilanciare le vetture sul rettilineo principale, in linea con la configurazione originale del 1991.
Al contempo, i sorpassi restano complicati, ma non impossibili. Mentre, le zone DRS sono due: la prima situata sul rettilineo principale e l’altra dopo curva 10. Tuttavia, anche curva 5 può offrire una possibilità di attacco, se ben preparato.
Tra vento instabile e asfalto abrasivo, Barcellona continua a rappresentare un riferimento tecnico imprescindibile per squadre e piloti, tornando a essere uno dei tracciati preferiti del calendario. Ferrari dovrà tornare a fare i conti con l’usura del fondo, ma è tutto ancora da scoprire…
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
