Leclerc si sente un leader all’interno di Ferrari con la presenza di Hamilton? La risposta del monegasco verso Monza

di Giulio Di Palma | Set 2, 2026

Charles Leclerc ha parlato alla vigilia di Monza di quale sia il suo status all’interno della Ferrari con la presenza di Lewis Hamilton: ecco qual è stata la risposta del monegasco alla domanda se si senta o meno un leader

Il pilota col numero 16 si presenta a Monza dopo la ‘tensione’ avuta a Zandvoort con Hamilton e il team durante la gara: Leclerc, con la presenza di un sette volte campione del mondo, si sente un leader all’interno della Ferrari? Ecco la risposta del monegasco e le parole riguardo al rapporto col compagno di squadra.

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Nel corso di una lunga invervista rilasciata ai microfoni di FormulaPassion.it, Leclerc ha spiegato quali sono i principali motivi che lo hanno spinto a rinnovare così a lungo con la Ferrari: “Con Fred sono in rapporti stretti e lui condivide tanto della visione che ha per la squadra, delle scelte che abbiamo preso per l’auto di quest’anno e cosa accadrà. Non è stato semplicemente per il gusto di rimanere qui. Ci sono state delle conversazioni e alla fine il progetto che mi ha esaltato di più è sempre stato quello della Ferrari. Vincere qui è il mio sogno, ma la decisione non è dipesa solamente dall’amore, bensì anche dal progetto. Volevo trarre il massimo dalle opportunità che c’erano per prendere la decisione giusta, quella che mi desse la probabilità più alta di diventare campione del mondo e credo fermamente che la Ferrari sia il team per farlo. Verso Monza, quali sono i rapporti di forza interni?

Leclerc: “Abbiamo stili di guida diversi, ma quello che chiediamo…”

“Se mi sento un leader? Ovviamente. Faccio parte di questo team da tanto tempo, ma ho Hamilton come compagno di squadra ed è un sette volte campione del mondo. Penso che siamo entrambi leader e siamo molto allineati sulla direzione che vogliamo prendere come squadra. È chiaro che oggi entrambi i piloti guidano il team con una chiara visione di dove vogliamo andare. Abbiamo stili di guida diversi, ma quello che chiediamo dalla macchina è simile e questo è molto importante”. Con due piloti così veloci e carismatici non è una scelta possibile avere un solo traghettatore, quindi averne due può essere un vantaggio in alcune situazioni così come può diventare uno svantaggio in altre. Per lo sviluppo però Leclerc ed Hamilton seguono la stessa direzione e ciò è un bene. Ma a cosa si riferisce il monegasco quando parla di ‘visione’ del team?

Non riguarda solo le caratteristiche dell’auto. In Formula 1 ci sono tante altre cose, come i processi e il modo in cui lavoriamo. Ci sono tante persone che di fatto lavorano su una sola macchina, perché le due auto sono la stessa. Si tratta di pensare al progetto e a come possiamo essere più efficienti come squadra. Se metti un dipendente in condizioni migliori ed estrai l’1% in più da quello che fa, scalandolo sulle migliaia di persone che lavorano in Ferrari può rappresentare un grande cambiamento. Esprimersi sulle caratteristiche dell’auto è il cuore di ciò che facciamo, ma ci sono tante altre cose che possiamo influenzare. È anche interessante il fatto che Sebastian, Carlos e Lewis portassero le esperienze dei loro team precedenti. Abbiamo tutti le stesse priorità, ma con processi magari anche molto diversi”.

Con l’arrivo di Hamilton è cambiato il modo di fare delle richieste alla squadra? “Penso che ogni pilota abbia delle richieste uniche. Quando Carlos arrivò in squadra, lui aveva bisogno di cose diverse. Quando io arrivai in Ferrari, avevo delle esigenze particolari e lo stesso vale per Lewis. Ovviamente qualcosa è cambiato, ma non in maniera anomala rispetto al passato. Ogni volta che si arriva in un team nuovo, c’è sempre un tempo di adattamento per provare a capire come la squadra lavora e come vuoi migliorarla, basandoti sulle tue esperienze pregresse e su quello che vorresti implementare nel team. Quel processo era simile, ma le richieste erano diverse“.

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Credit Copertina: Scuderia Ferrari