In Regno Unito c’è chi crede che la Ferrari debba ascoltare maggiormente i suoi piloti: la SF-26 è nata secondo le esigenze di Leclerc ed Hamilton? Ecco il commento
C’è chi crede che la Ferrari abbia ascoltato i suoi due piloti per costruire la SF-26: la nuova vettura di Maranello è davvero nata secondo le esigenze di Charles Leclerc e Lewis Hamilton?

Dopo i test di Barcellona il monegasco ha ammesso di aver potuto spingere un po’ più al limite la SF-26, sentendosi sempre di più a suo agio con la nuova vettura di Maranello. Tante novità per via del regolamento rivoluzionario che ha investito la F1. Hamilton ieri ha affermato di essersi divertito e non poco nel guidarla. Ferrari ha ascoltato i suoi piloti per metterli nella miglior posizione possibile? Ecco un commento dal Regno Unito.
“Il pilota deve sentirsi a proprio agio nella macchina”
Ai microfoni di Sky Sports F1, l’ex pilota Anthony Davidson ha commentato le prestazioni sfoggiate dalla Ferrari nel corso dei tre giorni di test a Barcellona: “L’unica cosa che sappiamo per certo è che la Ferrari ha due grandi piloti, molto esperti, che il team dovrebbe ascoltare. E spero che lo abbiano fatto durante l’inverno, o anche prima, e che abbiano incanalato la loro attenzione nel dare a Hamilton e Leclerc ciò di cui sentono di aver bisogno in pista. È questo che deve essere importante: costruire al meglio una monoposto moderna adattandola alle esigenze del pilota. È una questione di fiducia. Il pilota deve sentirsi a proprio agio nella macchina. Lewis, in particolare, essendo un nuovo arrivato a Maranello, non si sentiva sicuro nella SF-25. Abbiamo visto momenti in cui andava in testacoda da solo, usciva di pista da solo: situazioni che non avevamo mai visto prima da lui, almeno con questa regolarità“.
Si spera che quest stagione possa sorridere alla casa del Cavallino. I presupposti per fare bene ci sono tutti ma bisognerà fare i conti con gli avversari. “Per me sono stati campanelli d’allarme, e avrebbero dovuto esserlo anche per il team. Non spetta sempre al pilota adattarsi alla macchina. È un lavoro di squadra e bisognerebbe fare affidamento su quei due piloti per ottimizzare gli strumenti che si hanno a disposizione in fabbrica“.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
