Charles Leclerc ha svelato il suo ‘superpotere’ e quelli che sono i segreti delle stradine di Monaco, con Ferrari che va a caccia di una vittoria: “Mi affido al mio…”
Il pilota monegasco, fresco di rinnovo di contratto nella settimana del GP di Monaco, ha svelato quello che è il suo ‘superpotere’ per comprendere a pieno i segreti delle stradine del circuito cittadino: ecco le parole di Leclerc, con Ferrari che cerca la prima vittoria stagionale.

Il weekend del Principato rappresenterà un banco di prova interessante per comprendere come i team riusciranno a bilanciare deploy elettrico, recupero di energia e utilizzo delle nuove modalità di attacco nel contesto più particolare del campionato. Altro elemento che è giusto menzionare è la mancanza di Straight Mode (SM) per tutta la pista: questo significa che non si potrà mai attivare l’Active Aero, ovvero aprire le ali mobili anteriori e posteriori. A Monaco la qualifica resta tradizionalmente uno dei momenti chiave del weekend. Su un circuito lungo 3.337 metri, stretto e tortuoso, sorpassare resta estremamente complicato, anche se le nuove vetture potrebbero favorire gare leggermente più dinamiche. Leclerc ha raccontato ai microfoni de L’Equipe le sue sensazioni e i segreti per affrontare al meglio il giro veloce a Monaco: le parole del pilota Ferrari.
Leclerc: “Quando sento un certo dosso, so che devo frenare e sterzare”
“Sainte Dévote è una curva fondamentale, sia in qualifica che in gara, perché la prima curva è sempre importante. Dopodiché si entra in una sorta di trance in cui non c’è più necessariamente spazio per pensare. Ma, fino a quella prima curva, bisogna lottare contro quei pensieri, concentrarsi per la manovra che sta per arrivare. E quella prima curva è strana perché è un po’ immateriale. Non si può andare all’interno, perché è l’uscita dai box e ci sono dei piccoli coni”. Leclerc parla di come lui riesca a sentire la macchina ogni altro limite, facendo sì che possa sfiorare i muretti del Principato ed estrarre tutto dalla vettura. Il monegasco ha quasi un ‘superpotere’.
“Per affrontarla alla perfezione, mi affido al mio orologio interno. Non saprei come spiegarlo, ma si sentono i dossi. Io mi baso soprattutto sui dossi che percepisco con il corpo. Quando sento un certo dosso, so che devo frenare e sterzare. È la fiducia nella macchina che fa la differenza. Perché quando si arriva, non si ha necessariamente una grande visibilità sul cordolo. L’unica cosa che si vede è una muro davanti. E bisogna cercare di frenare il più tardi possibile senza distruggere la macchina“. Parlando invece di un altri tratti di Monaco, Charles parla di come con queste nuove F1 sarà sicuramente più difficile affrontarli. Un solo errore può costare caro.
«Le piscine? A dirla tutta, mi rendo conto che la guida cambierà molto quest’anno. Prima era facile a tutto gas. Quest’anno, la prima esse tornerà ad essere una vera curva, una cosa complicata da affrontare ora che abbiamo perso parecchio carico. E poi, la seconda esse rimarrà sempre una questione di precisione. Questa è molto particolare perché la sua curvatura non è costante. Dall’esterno non si vede molto, ma la curva è molto leggera all’inizio, per poi stringersi di più verso la fine. Bisogna quindi valutare la traiettoria con estrema precisione, dato che si sfiora il guardrail per tutto il tempo. Bisogna cercare di avvicinarsi il più possibile alla guardrail senza mai toccarlo. Si può anche sfiorarla, ed è proprio lì che, purtroppo, le cose non finiscono sempre bene”.
Vasseur: “Dobbiamo restare concentrati, costruire il weekend sessione dopo sessione”
“Quello di Monaco è sempre un weekend unico e quest’anno sarà particolarmente interessante con la nuova generazione di vetture, che dovrebbero offrire sensazioni molto differenti. È una pista dove qualifica, fiducia e capacità di esecuzione contano ancora più del solito e dove ogni minimo dettaglio può fare la differenza. Per Charles è ovviamente una gara molto speciale, a casa sua, davanti alla sua gente e a un gran numero di tifosi Ferrari, e sappiamo quanta energia gli dia correre in queste condizioni. Allo stesso tempo, il nostro approccio non cambia: dobbiamo restare concentrati, costruire il weekend sessione dopo sessione e assicurarci di mettere entrambi i piloti nelle migliori condizioni possibili per estrarre il massimo dalla vettura“. Queste le parole di Fréd Vasseur alla vigilia del weekend.
Tra muretti, saliscendi e curve leggendarie, il tracciato cittadino più celebre del calendario continua a rappresentare una sfida unica per piloti e squadre in un luogo dove precisione, fiducia e capacità di adattamento fanno spesso la differenza più della pura prestazione. Le monoposto di quest’anno sono infatti più corte, più strette e più leggere rispetto al recente passato, con un comportamento più agile nei tratti lenti e nei cambi di direzione. Su un tracciato dove la precisione conta più di ogni altra cosa, la capacità di mettere rapidamente la vettura vicino ai muretti e di trovare fiducia giro dopo giro sarà ancora più determinante. La SF-26 è vista come principale favorita del weekend.
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Credit Copertina: Getty Images
