Ferrari, dove la SF-26 si dimostra forte a Monza e cosa emerge dal confronto motore con Mercedes dopo l’ADUO 2

di Giulio Di Palma | Set 5, 2026

Ferrari ha evidenziato di essere forte sulla pista di Monza in diversi punti del tracciato, ma ecco cosa emerge dal confronto di motore con Mercedes dopo l’aggiornamento ADUO 2

La Scuderia di Maranello non ha recuperato tutto il gap dai rivali ma sulla pista di Monza la SF-26 dimostra di poter essere all’altezza e anche superiore in diversi tratti: ma il motore che Ferrari ha introdotto con l’ADUO 2 che aiuto ha dato finora nel confronto con Mercedes?

ferrari monza aduo 2

La rossa ha mostrato di essere quasi alla pari con Mercedes nella giornata di venerdì. Ovviamente i valori in campo sono soggetti a variabili come quantitativo di benzina e mappature motore che non possiamo conoscere. Generalmente però la SF-26 è stata ottima soprattutto nelle curve dove conta il carico aerodinamico e il bilanciamento con la meccanica. Qualche difficoltà maggiore per Hamilton rispetto a Leclerc ma vedremo se il lavoro svolto ai box stanotte sarà bastato per migliorare il feeling. Ecco cosa dicono i dati.

Ferrari forte nelle chicane, ma il gap in rettilineo rimane

Dalle analisi telemetriche di Federico Albano su FormulaPassion.it: “Dai nostri riscontri la SF-26 è stata la miglior vettura nelle due chicane più lente del circuito, ossia la Prima Variante e la Roggia. La monoposto di Maranello riesce a essere efficace soprattutto nella fase di cambio direzione e nella ripartenza, mostrando una buona combinazione tra inserimento e trazione, seppur con un assetto che è sembrato leggermente meno “permissivo” rispetto alle prime libere, tanto che “cadendo” dal cordolo alla Roggia Leclerc è finito addirittura in testacoda durante la simulazione di passo”.

Appare però evidente come Charles sia riuscito ad essere più efficente di Lewis in diversi tratti, adattondosi meglio al bilanciamento della SF-26. Poi anch se il monegasco ha chiuso in seconda posizione nelle FP2, il suo giro era a livello di Russell ma c’è stata una sbavatura in uscita dalla Parabolica a compromettere il tempo sul giro. Quasi tutte le vetture arrivano lì scariche di energia e una piccola incertezza può ripercuotersi pesantemente sul crono.C’è però un tema ancora più interessante che riguarda i tratti e la modalità in cui Ferrari e Mercedes decidono di spendere l’energia nell’arco del giro:

“Mercedes tende a distribuire la disponibilità sui primi tre grandi allunghi del circuito, spendendo quindi parecchio già nella prima parte del giro. Arrivata però al tratto tra Ascari e Parabolica la W17 sembra avere ormai molto meno da utilizzare. Ferrari segue una filosofia praticamente opposta e in qualche modo simile a quanto visto fare ad esempio a Silverstone. La SF-26 concede qualcosa nei primi allunghi, utilizzando meno energia, per poi concentrarne il rilascio di una quantità molto importante proprio dall’uscita della Ascari fino alla staccata della Parabolica”. Questa strategia permette a Ferrari di capitalizzare al meglio la forza della batteria, con i tecnici di Maranello che riescono a fare un lavoro egregio nel trovare erogazioni ‘ingegnose’. Dalle analisi di AutoRacer.it emerge però che “nonostante l’introduzione dell’unità aggiornata questo weekend, Ferrari paga un divario di più di tre decimi negli allunghi monzesi”.

Le differenze con ADUO 1 sono abbastanza nette

Sempre dalle analisi condotte da Federico Albano ci sono alcuni aspetti da sottolineare rispetto alla differenza con ADUO 1: “Notiamo infatti dalla telemetria dei punti di cambiata comunque simili tra i tre piloti, nonostante Ocon termini l’accelerazione nell’intorno dei 10 km/h in meno. Il motore del francese gira quindi semplicemente ad un regime inferiore, circa 400 giri al minuto, rispetto a Leclerc e Bearman, a conferma di un propulsore che sembra non avere proprio la potenza (e quindi l’energia) per spingere ed alzare il regime come fanno invece quelli aggiornati”. L’ADUO 2 però, come mostrato da Ocon (il francese non ha sulla sua Haas il nuovo motore) e Bearman, riesce a garantire molta più energia a fine giro. I 15 cavalli di aggiuta mostrano un guadagno di 2 decimi al giro, vedremo cos’altro emergerà dalle FP3 alle ore 12:30.

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Credit Copertina: Scuderia Ferrari