La Ferrari sarebbe in ritardo sullo sviluppo del motore 2026? Emergono nuovi allarmi sul propulsore che sta nascendo a Maranello, con un possibile ritardo sulla tabella di marcia
Il Cavallino Rampante starebbe riscontrando alcuni problemi sul motore 2026: l’allarme arriva in merito ad un possibile ritardo sullo sviluppo della nuova Power Unit che sarà il cuore pulsante della prima Ferrari del prossimo ciclo regolamentare.

Come sappiamo per la prima volta ci sarà una ripartizione della potenza tra endotermico ed elettrico in egual misura. Sembra che con l’uscita di Wolf Zimmermann, diretto proprio verso Audi, si sia tornati ad una soluzione diversa per quanto riguarda i materiali della testata. Da mesi circola la voce che Mercedes avrebbe il motore migliore, ma questa si pensa possa essere anche una strategia del team guidato da Toto Wolff per far sì che gli ingegneri non siano invogliati nell’andare a Maranello. Anche i rumors che parlavano dei motoristi Alpine appena arrivati preoccupati della nuova PU sarebbe falsa. Il lavoro degli uomini di Enrico Gualtieri procede e le informazioni sono segrete ed inaccessibili ai più. Ora emergono nuove preoccupanti indiscrezioni.
Ferrari in ritardo sul nuovo motore a causa della benzina
Secondo quanto riportato da Fulvio Solms sul Corriere dello Sport, “a Maranello c’è apprensione soprattutto sui tempi di sviluppo del motore”. La casa del Cavallino sarebbe infatti in ritardo, ma è lecito dire anche che anche gli altri team non sono perfettamente pronti. I motoristi infatti avrebbero diversi dubbi riguardanti alla nuova benzina completamente sostenibile da utilizzare. La scelta è tra bio-fuel ed e-fuel. Il giusto carburante può fornire un 5% di potenza aggiuntiva e maggiore affidabilità. Gli elementi che danno dei grattacapi agli ingegneri sono anche gli “additivi antidetonanti“. Ovviamente come già sottolineato c’è la credenza che Mercedes sia l’unica messa più a posto, con Honda anch’essa in difficoltà. Ovviamente bisogna prendere ogni indiscrezione con le pinze perché la verità ce la dirà soltanto la pista. Chi sarà indietro potrà usufruire dell’ADUO, un sistema dove sarà possibile ritoccare parti del motore per migliorare le prestazioni.
Finora, per quello che sappiamo sulla nuova PU Ferrari, il 6 cilindri turbo avrà una soluzione spingerà molto per quanto riguarda i materiali utilizzati, ma attenzione all’affidabilità. La testata infatti si ricava dal cosiddetto ‘Additive Manufacturing’. Grazie allo sviluppo della ricerca si applica il DMLS (Direct Metal Laser Sintering). Sarebbe una tecnologia avanzata che usa un laser ad alta potenza che “fonde” polveri metalliche per ottenere componenti con geometrie complesse e con incredibili proprietà meccaniche. Il motore di Maranello starebbe girando al banco già da diversi mesi per centrare i requisiti di affidabilità in modo da far concludere il campionato senza penalità. Ferrari non solo a caccia di una buona prestazione ma anche di una maggior efficienza termica, così da poter chiudere in maniera estrema le aperture della carrozzeria. Il team italiano punta a realizzare pance molto rastremate grazie a dei radiatori meno ingombranti.
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Credit copertina: Getty Images
