Ferrari e la massima attenzione sul motore in Belgio! Tutti i segreti del lavoro a Spa…

da | Lug 23, 2025

La Ferrari dovrà stare attenta all’affidabilità del motore in Belgio; ecco gli aspetti chiave da non sottovalutare in questo weekend

Il Cavallino Rampante non avrà un compito semplice sul circuito di Spa-Francorchamps, in Belgio, dove il motore è messo molto sotto pressione; Ferrari infatti dovrà cercare di tutelare la Power Unit da diversi fattori, ma quali sono?

Ferrari motore belgio

Come gestirà il motore la Ferrari a Spa? – foto: Getty Images

Sappiamo che il tracciato situato tra le Ardenne vede due settori, il primo e il terzo, dove praticamente non c’è tempo di respirare e il 90% del tempo lo si passa con l’acceleratore premuto al massimo. Soltanto nel secondo settore il motore potrà respirare un po’, eppure anche lì i lunghi curvoni richiedono una bella dose di gas per essere affrontati al meglio. Le novità che Ferrari ha deciso di introdurre per Spa dovrebbero aiutare la SF-25 ad esprimere la sua vera performance, finora limitata dai problemi meccanici al retrotreno. Parlando più approfonditamente del tema motore in Belgio, questa volta c’è Roel Sourbron, ICE ENGINEER della Scuderia.

Consumi, temperature e potenza del motore: i segreti di Ferrari in Belgio

Con i suoi 7,004 km, Spa Francorchamps, è il tracciato più lungo del calendario. Dal punto di vista del motore, la caratteristica più importante del circuito sono i suoi due lunghi rettilinei. Nel primo dei due si trovano le famose curve Eau Rouge e Raidillon, che si affrontano a pieno gas. Quindi con la Power Unit sollecitata al massimo per 23 secondi: 1,8 km senza mai alzare il piede dall’acceleratore. “Questo lungo tratto inizia dopo la curva più lenta del circuito, ed è pertanto fondamentale ottimizzare il potenziale della Power Unit dalla bassa velocità per arrivare alla velocità massima. Dopo l’Eau Rouge, poi, la pista sale in maniera molto ripida, con una pendenza fino al 14%. La curva e la salita sollecitano così tanto la PU che la vettura in realtà rallenta nonostante eroghi più di 900 CV ha spiegato il tecnico belga.

Il secondo lungo “rettilineo” include anch’esso una curva ad altissima velocità, Blanchimont, che si percorre a pieno gas. In questo caso, i piloti non alzano il piede per 20 secondi, per una distanza di 1,6 km. “Questi tratti sono collegati da una combinazione di curve molto veloci e una chicane lenta. Questo rende molto importante ottimizzare l’energia e il carburante disponibili per i lunghi rettilinei senza compromettere le prestazioni nelle altre sezioni. A causa della lunghezza del circuito, il consumo di benzina è elevato. Le salite e le discese rendono il tempo sul giro sensibile al peso. E’ necessario stimare con precisione il consumo e quindi la quantità di benzina da imbarcare, per essere il più leggeri possibile.

Attenzione al meteo e alle sfide relative al turbo

Dal punto di vista del meteo, può esserci pioggia e temperature basse come sole e alte temperature. “In quest’ultima condizione il circuito diventa particolarmente impegnativo per il motore a combustione perché la Power unit lavora al massimo delle potenzialità e richiede la massima prestazione – ha affermato Sourbron. Tuttavia, in condizioni di freddo e umidità, i componenti interni del motore sono sollecitati in modo diverso. Sono infatti soggetti  per più tempo a pressioni di combustione estremamente elevate.

Un altro fattore da non sottovalutare è la posizione del circuito. Il punto più alto è a 461 m sul livello del mare e presenta un dislivello totale di oltre 100 m. “Le fluttuazioni nella pressione atmosferica possono mettere ulteriormente alla prova il turbo. Come in Austria e ancor di più in Messico, la bassa pressione richiede un aumento della velocità del turbo, portando i componenti al limite. In caso di pioggia, invece, il circuito cambia completamente carattere. Più che la pura prestazione della Power Unit, diventano fondamentali guidabilità e gestione dell’energia. Le curve veloci, Eau Rouge e Blanchimont, non si affrontano più a pieno carico e la risposta dell’acceleratore deve essere fluida per garantire la guidabilità in condizioni di scarsa aderenza”.

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fonte: ferrari.com – Credit Copertina: Getty Images