Uno dei temi più importanti riguardanti il weekend austriaco è la power unit evoluta introdotta da Ferrari; ma fino a questo momento il motore ha dato i frutti sperati?
Attraverso lo sfruttamento del primo dei due gettoni ADUO a disposizione in questo 2026 visto lo svantaggio motoristico compreso tra il 6-8% rispetto al benchmark, Ferrari in occasione dell’appuntamento austriaco ha avuto modo di apportare il primo aggiornamento alla propria power-unit, forse unico neo di una vettura straordinaria dal punto di vista aerodinamico e telaistico; le prime analisi sulla PU evoluta, in attesa del riscontro della gara…

Leclerc in pista durante il weekend austriaco – Credit: Autosprint
Il venerdì in Austria è stato piuttosto difficoltoso per Ferrari, che ha dovuto lavorare nella lotta successiva per stravolgere completamente il setup della SF-26. Lavoro che poi ha dato i suoi frutti, visto che la Scuderia di Maranello è riuscita a qualificarsi in seconda e terza posizione su una pista non favorevole (anche grazie al crash di Verstappen, anche se il lavoro del team è da lodare). La Scuderia di Maranello ha utilizzato una strategia accorta anche per quanto riguarda la power unit evoluta, per poi sfruttare il massimo del potenziale momentaneo proprio durante le qualifiche.
La PU evoluta è un passo in avanti, anche se non basta…
Questa l’analisi in merito da parte di Cristiano Sponton di Autoracer.it: “Le analisi suggeriscono che Ferrari abbia scelto un approccio prudente nella giornata di venerdì, prima di alzare in modo sensibile il livello di utilizzo in qualifica. La spiegazione più credibile è legata alla natura stessa dell’aggiornamento. Un motore endotermico evoluto grazie a uno dei due gettoni concessi da ADUO richiedeva una verifica accurata di tutti i parametri prima di essere spinto verso la massima prestazione”. Lo stesso Sponton ha poi confermato che il guadagno in termini di potenza è stimato sugli otto cavalli, anche se: “Il salto complessivo osservato rispetto alle libere del venerdì, però, è più ampio e può essere stimato intorno ai 20-25 cavalli, perché non riguarda solo la parte hardware. Dentro ci sono mappature più spinte, un deploy meno conservativo, una gestione termica più aggressiva e una maggiore fiducia nel nuovo pacchetto power unit. Il miglioramento è coerente con una Ferrari che, dopo una FP2 molto cauta sul piano energetico e termico, ha iniziato a utilizzare in qualifica una finestra di esercizio più vicina al limite reale della SF-26″.
Tuttavia il ritardo motoristico rispetto a Mercedes e Red Bull non è assolutamente recuperato e lo si è notato proprio durante le qualifiche. “In qualifica Hamilton e Leclerc pagano oltre sei decimi nell’aggregato dei tratti full throttle rispetto ad Antonelli, con quasi mezzo secondo perso già nella fase di accelerazione sotto i 240 km/h. È lì che non si misura soltanto la potenza massima, ma la qualità con cui la coppia viene scaricata a terra, il deploy viene distribuito e la vettura esce dalla curva senza trascinarsi dietro scivolamento o correzioni“. Dunque sarà assolutamente necessario anche il secondo aggiornamento ADUO, che secondo le ultime indiscrezioni potrebbe essere introdotto da Ferrari tra Zandvoort e Monza. A meno di problemi poi, soprattutto legati all’affidabilità, dovremmo poter vedere una SF-26 davvero competitiva ed in grado di lottare ovunque per la vittoria. A patto però, che gli aggiornamenti telaistici ed aerodinamici continuino ad essere efficaci come quelli portati ultimamente a Barcellona.
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Credit copertina: Sky Sport
