Ferrari ha riscontrato alcuni problemi ai banchi dinamici col motore 2026 a causa della benzina prodotta da Shell per la SF-26: ecco cosa emerge e in quale fase sono sorti gli intoppi principali
La Scuderia di Maranello non ha ancora fatto ascoltare il suono del nuovo motore 2026 ma le indiscrezioni non si placano: Ferrari avrebbe infatti riscontrato alcuni problemi ai banchi dinamici con la nuova PU a causa della benzina scelta da Shell.

Come abbiamo anticipato in precedenza tutti i team utilizzeranno delle benzine sintentiche E-fuel) tranne i motorizzati Ferrari. Infatti la rossa, Haas e Cadillac useranno per il motore 2026 il “biofuel”. Questa decisione avrebbe permesso loro di evitare problemi nella fase di accensione incontrati dagli avversari. In quel di Maranello infatti sono riusciti a stabilizzare la combustione in maniera rapida, mentre alcuni i rivali stanno affrontando difficoltà che influenzano la potenza totale della Power Unit. Ulteriori voci parlano però anche di problematiche sorte in casa del Cavallino dovute alla benzina sviluppata da Shell.
Il principale problema affrontato da Shell e Ferrari nello sviluppo del bio-fuel
Ferrari quindi si fida del suo partner più storico sulla scelta del bio-fuel in controtendenza col resto della griglia. Un motivo c’è chiaramente. Shell infatti crede che sia un vantaggio tecnologico importante per quanto riguarda i biocarburanti, in partcolare sul fronte degli additivi. La principale difficoltà sta nel creare benzine che abbiano caratteristiche “costanti” con fattori diversi come molecole, più sensibilità a ossidazione e temperatura…Ovviamente in una monoposto di F1 ogni concetto è portato al limite per garantire prestazione ai massimi livelli. Per ogni pro c’è sempre un contro però.
Infatti, secondo quanto riportato da AutoRacer.it, Shell avrebbe avuto difficoltà proprio su questo aspetto precedentemente spiegato. Il problema più grande riguarda la “variabilità di composizione tra i lotti di carburante prodotti”. Alcuni sono molto performanti ma altri meno e le differenze principali emergono con il lavoro al massimo dell’efficienza termica. Si tratta di una caratteristica propria delle benzine sostenibili e che ha causato a Ferrari non pochi grattacapi di rilevanza ai banchi. La Scuderia di Maranello ha però imposto un controllo qualità più attento e che avrebbe risolto in parte le problematiche.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
