Loic Serra, il Direttore Tecnico della Scuderia Ferrari, ha svelato cosa si è innescato in quel di Maranello nell’arco di questa stagione: tante soluzioni originali della SF-26 sono poi state copiate dai rivali, ecco cosa significa per il team
Il Cavallino Rampante sta vivendo un 2026 molto prolifico, non tanto dal punto di vista delle vittorie quanto più quello che riguarda l’approccio della squadra agli sviluppi: in Olanda è in arrivo il terzo pacchetto di aggiornamenti, con il miglioramento motore ADUO 2 previsto per Monza; Loic Serra, DT Ferrari, ha voluto esaltare il lavoro svolto sinora dagli uomini di Maranello.

L’ingegnere francese ha discusso a lungo ai microfoni di AutoSprint, parlando di quali siano stati i processi interni affrontati dal team. La SF-26 è nata con molto margine di miglioramento appositamente per verificare prima che non ci fossero errori strutturali e poi avere una buona base su cui spendere le risorse a disposizione. Gli sviluppi introdotti sinora, i pacchetti più importanti di Spagna e Miami, hanno funzionato. Ora in Olanda arriva il terzo corposo insieme di novità aerodinamiche. Il telaio della monoposto lavora molto bene ma il deficit di motore non permette ancora di eccellere su tutti i tracciati. Con l’ADUO 2 la forbice dovrebbe chiudersi ulteriormente con l’aggiunta di 15 cavalli. Serra però ha voluto ‘vantarsi’ del metodo di lavoro avuto sinora dalla squadra.
Serra: “Dobbiamo continuare ad avere la mente aperta e tanta curiosità”
“Ferrari copiata in questa fase? Più che per me, sono contento per le persone che hanno avuto le idee che poi abbiamo sviluppato. Si è creato un circolo virtuoso internamente che è molto importante lungo tutta la catena di sviluppo e produzione. Non voglio prendermi meriti, è il lavoro di squadra la cosa più bella di questo lavoro. Non direi però che, rispetto al recente passato, il team abbia cambiato approccio. Tutte le scuderie, anzi, credo che non possano che lavorare in questi termini”.
“Adesso ci troviamo ancora nella situazione di sviluppo, per cui è tutto molto dinamico, c’è ancora un sacco da scoprire e dobbiamo continuare ad avere la mente aperta e tanta curiosità nel comprendere come migliorare costantemente l’auto. Mia presenza determinante nel team? Sinceramente, non credo che siano le singole persone a fare la differenza e questo vale anche nel mio caso. Non penso che niente sia riconducibile specificatamente a me…Noi lavoriamo, vinciamo e perdiamo come una squadra, che prevale sulla individualità”.
“Le vittorie non sono un fattore che controlliamo direttamente, ma pesiamo l’efficacia di quello che portiamo a livello di sviluppi. Siamo noi il metro di valutazione del nostro lavoro. È però una cosa molto positiva che la SF-26 si sia rivelata vincente con entrambi i piloti. Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono diversi nel modo di esternare e comunicare, ma molto spesso gli input che ci arrivano da loro sono gli stessi. Quando la Ferrari porta in pista uno sviluppo, entrambi poi migliorano”.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
