La Ferrari sembra aver preso quella che è una decisione molto importante riguardo l’assetto che la SF-26 adotterà a Monza, mentre invece sorgono dei dubbi sull’introduzione del motore ADUO 2 in Italia?
La squadra italiana ha portato già tre pacchetti di aggiornamenti sulla SF-26 e i dati confermano che anche le novità di Zandvoort hanno contribuito a migliorare le performance della monoposto: Ferrari ora guarda a Monza e vuole ottimizzare la vettura per fare all-in e sembra che a Maranello abbiano finalmente preso un’importante decisione sull’assetto da adottare, mentre c’è una questione sull’ADUO 2.

La Ferrari tenta il tutto per tutto a casa. L’omaggio a Michael Schumacher renderà ancora più speciale un weekend che già di suo porta tantissime emozioni al team e ai Tifosi. La rossa di Maranello cerca il giusto compromesso per contrastare i rivali che godono di un vantaggio motoristico ancora considerevole. Il lavoro fatto in queste settimane in fabbrica ci aiuterà a capire se le scelte saranno quelle corrette. Ricordiamo che il team ha pronto il motore dotato dell’ADUO 2 che comprende modifiche al turbocompressore e a vari elementi. Ora però scopriamo quale importante decisione avrebbero preso i tecnici italiani.
Ferrari sceglie il destino dell’aletta FTM sulla SF-26, ma l’ADUO 2…
Secondo quanto appreso da The Race, il bordo laterale del fondo rivisto arriverà più avanti nella stagione, in un periodo che va da Baku a fine settembre ad Austin un mese dopo, con la data esatta di introduzione ancora da definire. Complessivamente, si stima che il pacchetto Zandvoort abbia restituito un potenziale di circa 1 decimo e mezzo al giro. La sfida per trovare la configurazione giusta per l’SF-26 è particolarmente importante. E’ nell’area del fondo che Ferrari prova ad estrarre efficienza e top speed. Infatti grazie all’aerodinamica attiva e all’ampio utilizzo della modalità rettilineo, il compromesso richiesto per Monza potrebbe essere meno estremo rispetto al passato.
Il circuito italiano è da sempre associato a specifiche di ali con la minore deportanza della stagione, ma dalle info della testata straniera la Ferrari ha adottato un approccio alquanto meno convenzionale nella sua ricerca di una bassa resistenza aerodinamica per il 2026. L’ala posteriore farà naturalmente parte dell’adattamento specifico per il circuito, ma non è su questo che si è concentrato tutto il lavoro del team italiano. Non ci sarà un alettone posteriore completamente progettato su misura per Monza. Ferrari, invece, rimuoverà o modificherà alcuni elementi della carrozzeria e delle ali. Non sono previste modifiche significative all’ala anteriore, mentre l’ala posteriore verrà snellita con la rimozione delle alette di supporto introdotte in Ungheria.
Poi ovviamente tornerà il fondo a basso carico usato già in Austria e a Silverstone. La specifica aggiornata in Olanda permette dunque di variare configurazione a seconda della pista. Parlando invece di una possibile rimozione dell’aletta FTM davanti allo scarico, dopo attente valutazioni per abbattere la resistenza aerodinamica a Monza, sembra sia scartata. La SF-26 dovrebbe quindi mantenere il componente come fatto anche a Spa. Concludendo invece col tema ADUO 2 dall’articolo di Rosario Giuliana evince che “Ferrari non ha alcun obbligo di introdurla a Monza e una decisione definitiva non è ancora stata presa. Il motore è pronto, e la combinazione delle caratteristiche di Monza e della gestione del pool di power-unit da parte della Ferrari rende il Gran Premio d’Italia un’occasione particolarmente logica per presentarlo“. Staremo a vedere.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
