La Ferrari e i test in Bahrain: quale team spingerà e chi aspetterà il momento giusto per mostrare le sue carte?
Con i test in Bahrain ormai alle porte, la Ferrari si trova ancora un volta al centro dell’attenzione in una fase in cui ogni chilometro percorso e ogni dato raccolto possono alimentare speranze o dubbi.

Lewis Hamilton a bordo della SF-23 nel circuito a Maranello – Credits: X
Il conto alla rovescia è ormai terminato. La Formula 1 si prepara ad accendere i motori per la prima vera prova generale del 2026, con i testi ufficiali in programma in Bahrain da mercoledì 11 a venerdì 13 febbraio. Dopo lo shakedown di Barcellona, utile soprattutto per verificare l’affidabilità delle nuove monoposto, il paddock guarda con interesse a ciò che emergerà sul tracciato di Sakhir. Sarà proprio in questo circuito che i riscontri cronometrici inizieranno ad avere un peso più concreto. In questo contesto, Ferrari e Mercedes hanno lasciato sensazioni positive, mentre Red Bull continua a muoversi con la consueta discrezione.
Nel breve test disputato al Montmeló, al Scuderia di Maranello ha mostrato una buona solidità complessiva, completando senza intoppi il programma pianificato. Un aspetto sottolineato anche dal Team Principal Frédéric Vasseur. Quest’ultimo ha infatti rimarcato come l’obiettivo principale fosse verificare il corretto funzionamento della vettura piuttosto che inseguire il tempo sul giro. Tuttavia, lo stesso manager francese ha evidenziato come, solo in Bahrein, si potrà ottenere un quadro più attendibile delle reali prestazioni.
Damon Hill e la memoria del test “illusori”
Secondo Juan Pablo Montoya, la Mercedes avrebbe deliberatamente mantenuto un profilo basso in catalogna, con un potenziale ancora in gran parte inesplorato. L’ex pilota colombiano ha infatti ipotizzato che la scuderia di Brackely avrebbe potuto essere nettamente più rapida, scegliendo però di non scoprirsi troppo. Un atteggiamento che si contrappone a quello di altri team storicamente più propensi a mettersi in mostra nei test.
A fare chiarezza su questa dinamica ci ha pensato Damon Hill, ospite del podcast Stay on Track. il campione del mondo 1996 ha offerto una lettura interessante basa sulla sua esperienza diretta nel Circus. “La Ferrari di solito nei test spinge, non so se è per la pressione alla quale la Scuderia è sempre sottoposta. Invece, la Red Bull spesso è brava a nascondere il suo vero potenziale. In passato c’erano dei veri specialisti nel prendersi il primato nei test, come i TP della Arrows Tom Walkinshaw o Eddie Jordan. Nei test ‘sparavano’ dei tamponi per gli sponsor e poi, quando si iniziava a correre tornavano nell’anonimato. Non ho mai capito che senso avesse fare figure del genere.”
Le parole di Hill riportano l’attenzione su un tema ricorrente. Quanto contano davvero i test? Se da un lato Ferrari sembra intenzionata a non nascondersi, dall’altro Red Bull continua a confermarsi maestra nell’arte del depistaggio. Il Bahrain rappresenterà quindi un banco di prova fondamentale. Non sarà utilizzato solo per valutare le prestazioni, ma anche per capire quali squadre stiano realmente mostrando le proprie carte e quali, invece, preferiscano rimandare ogni verdetto alla prima gara.
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Credit Copertina: X
