Lewis Hamilton ha parlato alla vigilia del GP di Singapore 2026 dell’errore di strategia commesso in Malesia e sulle aspettative Ferrari per il circuito di Marina Bay
Il sette volte campione del mondo, Lewis Hamilton, alla vigilia del GP di Singapore è tornato a parlare della Malesia ed in particolar modo dell’errore commesso dal Cavallino Rampante in partenza con la scelta delle gomme che si è poi rivelata errata; il punto di vista del britannico e le sue aspettative in vista di Marina Bay, dove ha dimostrato più volte nel corso della sua carriera di poter fare grandi cose.

Hamilton ritorna sulla Malesia, mentre invece su Singapore… – Credit: XPB Images
Hamilton ritornando alla Malesia, ha voluto innanzitutto specificare le differenze nelle critiche tra Ferrari e gli altri team: “Una cosa interessante è che come squadra riceviamo molte più critiche rispetto agli altri. La McLaren ha preso la stessa decisione e nessuno ha detto nulla. O hanno trovato qualche scusa. La McLaren ha commesso lo stesso errore e ha fatto la stessa scelta. Alla fine, si è trattato di un errore. Non è colpa degli strateghi. Purtroppo, il mio team di strategia finisce per subire le critiche maggiori, ma in realtà la decisione non è partita dallo stratega”. Proprio in merito alle decisioni prese, il britannico ha poi chiarito: “È il frutto di un lavoro collettivo: Vasseur, Togninalli io, il mio ingegnere. Decidiamo insieme. Ne discutiamo e mettiamo in comune i nostri contributi, le nostre idee e le informazioni a disposizione”.
Hamilton torna sulla Malesia ed in vista di Singapore: “La nostra auto va bene sui cittadini, speriamo…”
Per concludere il discorso sulla Malesia, Hamilton ha svelato anche un dietro le quinte sulla decisione presa di iniziare la gara con gomme da asciutto: “Quando sono entrato in pit-lane ho pensato: ‘È bagnato’. Vado al muretto dei box e dico: ‘È bagnato’. Torno ai box e dico: ‘Ragazzi, dovremmo montare le gomme intermedie’. Dunque il pilota britannico aveva intuito la scelta corretta da prendere, anche se poi: “A quel punto, ognuno offre un punto di vista diverso. E quando hai tre persone che ti danno opinioni diverse, alla fine ti lasci convincere e dici: ‘Ok, faccio come dite voi’. È così che si lavora in squadra, speri che tre teste siano meglio di una, ma in certi casi succede il contrario”.
Anche se nonostante ciò Hamilton non si è arrabbiato per quanto successo, proprio perché alla fine la decisione è stata presa dalla squadra in accordo con lui stesso. “Avevi ragione tu, il tuo istinto ci aveva visto giusto, e allora pensi: ‘Cavolo, avrei dovuto seguire il mio istinto’. Tuttavia, in genere tutti cercano di fare del proprio meglio. Non è bastato, ne abbiamo discusso a lungo e cercheremo di capire come arrivare a decisioni migliori con maggiore costanza in futuro”. Ferrari deve ancora lavorare molto su questo punto di vista, infatti alla Scuderia di Maranello sembra al momento mancare quell’anima ‘racer’ che invece ha contraddistinto il team agli inizi degli anni duemila. Sperando che Hamilton, insieme all’intero team possano risolvere questa tipologia di defaillance che ci sono da anni ormai.

Passando poi all’appuntamento di questa settimana a Singapore, il sette volte iridato ha affermato: “Ogni volta che vengo qui cerco di ritrovare quella stessa sensazione, ma le gomme sono sempre diverse a ogni ritorno. C’è il problema del surriscaldamento. Ma cambia anche la preparazione. Certe pratiche che usavamo in Mercedes, o che si adottavano in altre squadre all’epoca, come le soluzioni per raffreddare gli pneumatici posteriori, vengono vietate. E così nascono nuovi modi di gestire le gomme“. Dunque il focus sarà concentrato ancora una volta sugli pneumatici e proprio da questi ultimi dovrà passare la performance nel corso del fine settimana. Chi riuscirà a sfruttarli nella migliore delle maniere godrà di un vantaggio importante e che potrebbe portare poi alla vittoria.
Sulle aspettative Ferrari invece, su un tracciato che potrebbe essere più favorevole alla SF-26: “Credo che la nostra auto vada generalmente bene sui circuiti cittadini, soprattutto quando non ci sono rettilinei particolarmente lunghi. Se guardiamo alle ultime gare, eravamo veloci in curva ma non altrettanto in rettilineo. Questo è un circuito ad alto carico aerodinamico, quindi spero che il vantaggio che gli altri hanno avuto sui lunghi rettilinei si riduca un po’, permettendoci di pareggiare i conti grazie al passo che riusciamo a tenere in curva. Per noi, quindi, l’importante è avere una base solida e stabile, specialmente nei tratti sconnessi, dato che qui il fondo è irregolare“.
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Credit Copertina: XPB Images
