Lewis Hamilton ha lanciato un avvertimento alla Ferrari, con l’ipotesi di alcune lotte interne che contrastano i suoi input
Il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton, secondo il pensiero di un ex pilota, avrebbe lanciato un avvertimento alla Ferrari che farebbe pensare a delle possibili lotte interne a Maranello.

Hamilton e le lotte interne a Ferrari – Credit: Scuderia Ferrari
Dopo l’elimazione in Q2 in Ungheria, dopo il weekend negativo in Belgio, Hamilton si è presentato ai microfoni con il morale davvero a terra. Il #44 sembrava aver perso tutte le speranze, invitando la Ferrari a “cambiare pilota”. La pole di Leclerc ha accentuato ancor di più la negatività di Lewis, nonostante il distacco sia sempre di circa 3 decimi. Secondo quanto affermato da Juan Pablo Montoya, quella dichiarazione così netta sarebbe diretta anche a Ferrari. Un messaggio che nasconde un significato implicito. Ecco le parole dell’ex pilota colombiano.
“Lewis non riceve l’attenzione che vorrebbe”
“È un modo per dire alla Ferrari: se non mi ascoltate, allora tanto vale che mi mandiate via. Il problema principale è che Lewis non riceve l’attenzione che vorrebbe e non gli prestano abbastanza attenzione per ciò che vuole e per ciò per cui si batte. Penso che la Ferrari abbia un approccio molto strutturato nel suo modo di fare le cose. Penso che ci sia una lotta interna tra chi dice che la Ferrari deve ascoltare Lewis e chi sostiene che ‘dobbiamo cambiare i nostri metodi”.
Il punto di vista di Montoya è una perfetta analisi delle problematiche principali tra Hamilton e la Rossa. Il feeling negativo con la vettura è una conseguenza di metodologie di lavoro diverso e approcci non definiti corretti dal Sir. Vasseur ha anche ammesso di aver sottovalutato il cambio di cultura a cui il britannico è stato sottoposto. In Ferrari è tutto più amplificato. Sarebbe però molto grave se fossero presenti delle divergenze importanti, le quali non renderebbero la squadra unita.
“È davvero molto difficile perché in Ferrari c’è molta tradizione e molta politica. E penso che Lewis sia più abituato alla prospettiva della Mercedes, che è: ‘Cosa dobbiamo fare per vincere?’. Non è una questione di politica, alla Mercedes la base del lavoro sono i risultati”.
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Credit Copertina: IMAGO
