Ferrari, Hamilton sbotta sul simulatore, la correlazione con la pista non funziona? “Ho messo la macchina a punto in un modo, poi…”

di | Mag 6, 2026

Lewis Hamilton ha parlato di come abbia costruito una messa a punto sulla SF-26 al simulatore e poi non abbia ritrovato gli stessi riferimenti una volta in pista a Miami: c’è un problema di correlazione per Ferrari? Il sette volte iridato sbotta

Durante il weekend a Miami abbiamo visto un Hamilton decisamente più in difficoltà rispetto alle prime tappe del 2026; il britannico stavolta ha puntato il dito contro il simulatore Ferrari, il quale non restituirebbe una corretta correlazione riguardo gli atteggiamenti della monoposto in termini di assetto.

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Non è stato un weekend semplice per il #44. Prima la poca confidenza col setup iniziale e poi in gara il contatto al primo giro con l’Alpine di Colapinto ha comportato un danno importante al badgeboard e una perdita di mezzo secondo. In aggiunta a questo poi la Power Unit del britannico ha avuto dei problemi riguardanti la temperatura interna, i quali lo hanno costretto a girare con una mappatura più protetta.

Hamilton: “Adotterò un approccio diverso per la prossima gara”

“Penso che il simulatore mi stia portando nella direzione sbagliata, quindi credo che per ora lo eliminerò”. Questo è stato il commento del campione britannico dopo la gara Sprint. Sappiamo che Hamilton non ha mai trascorso troppo tempo al simulatore nel corso della sua carriera, anzi durante il dominio Mercedes quasi non lo usava affatto. La routine è cambiata una volta arrivato a Maranello perché il team italiano utilizza maggiormente lo strumento simulativo per preparare al meglio l’assetto della vettura.

Gli aggiornamenti hanno funzionato come atteso dunque in realtà non si può parlare di un vero problema di correlazione. Se però Lewis sente che le sensazioni e le impostazioni scelte al simulatore non combaciano con quelle provate in pista, qualcosa da sistemare c’è. Verso il Canada ci sarà una nuova strategia per tentare di trovare fin dai primi giri una strada che possa soddisfarlo e metterlo a suo agio al volante della SF-26.

Adotterò un approccio diverso nella prossima gara perché il modo in cui ci stiamo preparando al momento non ci sta aiutando. In definitiva è sempre una questione di correlazione. Ci alleniamo al simulatore e poi arriviamo in pista ed è sempre diverso. Quello che intendo dire è che passo del tempo sul simulatore, anche se non mi piace. Mi sono seduto al simulatore ogni settimana in vista di questa gara e ho lavorato costantemente sulla correlazione. Sono andato, mi sono preparato per la pista, ho messo a punto la macchina in un certo modo, poi sono arrivato in pista e quell’assetto non funzionava”.

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Credit Copertina: Scuderia Ferrari