Hamilton è tornato sulla penalità che dovrà scontare a Monza, affermando che la FIA aveva dato ragione al britannico. Ecco allora di chi è la colpa…
Lewis Hamilton a Monza subirà una penalità di ben cinque posizioni in griglia dopo un misfatto avvenuto prima dell’inizio del GP d’Olanda. Il sette volte campione del mondo è stato anche molto sfortunato visto che per colpe non totalmente sue, non ha potuto terminare la sua gara a Zandvoort e dovrà così pagare pegno proprio in Italia. E la contraddittorietà in merito alla sua penalizzazione fa riflettere e non poco.

Hamilton si esprime sulla penalità che dovrà scontare a Monza – Credit: Getty Images
Il pluricampione britannico ha commesso un’infrazione nei giri di formazione del GP d’Olanda. Infatti il comunicato FIA emesso dopo la gara olandese ha affermato che Hamilton non ha rallentato in regime di doppia bandiera gialla. Anche se il #44 ha detto che la Federazione Internazionale gli aveva dato ragione, mentre invece altri hanno voluto la penalità.
Hamilton: “Credo sia un po’ tutto eccessivo…”
“La penalità? Non so come la vedono gli altri piloti. Ma io sono arrivato a casa, sono atterrato con l’aereo, e ho visto che era arrivata la penalità. Dal rapporto della FIA io ho alzato il piede, ma secondo i commissari non troppo. Anche a livello dei punti sulla patente credo sia una penalità eccessiva e non è il massimo per il GP di casa con la Ferrari, ma questo mi motiva ancora di più per la rimonta”. Infatti ad Hamilton sono stati tolti anche due punti dalla patente, vista la gravità dell’informazione secondo i commissari di pista che hanno voluto ad ogni costo penalizzare il pluricampione inglese. La cosa che più dispiacerà sarà vederlo partire indietro al suo primo anno a Monza con la Ferrari, anche se l’inglese farà di tutto per rimontare e giocarsi quantomeno il podio.
Hamilton ha poi anche espresso un importante pensiero su Niki Lauda, a cui Ferrari ha dedicato merch e livrea speciale a Monza. Ricordiamo che l’ex-campione austriaco è stato il tutor di Hamilton durante la sua avventura in Mercedes: “Ho ancora tanto affetto nei confronti di Lauda, ma non fu lui a convincermi ad entrare in Mercedes. Così in Ferrari, non ho pensato a lui quando ho scelto. È la passione che c’è qui da parte del pubblico e volevo provare cosa volesse dire in prima persona. Ora che sono qui sto imparando su Niki ancora più cose su di lui. Essere qui ed avere la possibilità di celebrarlo anche in questo weekend è importante. Ce l’ho sempre in un angolo della mente. Era un gran combattente”.
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