La Ferrari ha conquistato la seconda e quarta posizione nelle qualifiche del GP del Bahrain 2026, ma Hamilton ha perso la pole position nonostante abbia fatto un gran giro in Malesia: ecco il confronto con Verstappen e i problemi di Leclerc
Il Cavallino Rampante domani può pensare ad una gara d’attacco visto il passo mostrato con carico di benzina: la SF-26 è forte nel gestire il degrado gomma che è molto elevato in Malesia, ma ecco l’analisi e il confronto video di come Hamilton ha perso la pole position contro Verstappen e i problemi avuti da Leclerc nel suo giro.

Sappiamo che ormai il tallone d’Achille principale della Ferrari quest’anno è il motore, anche dopo gli aggiornamenti ADUO che hanno permesso di recuperare circa 20 cavalli. In Malesia c’erano aspettative migliori visto il disegno del circuito che esaltava la forza dell’asse anteriore. Una volta arrivati poi si è evidenziato un alto degrado sulle gomme che aiuta la SF-26 ad emergere ancora di più. Un buon bilanciamento trovato sul giro secco e ottimo ritmo sul passo gara portano la rossa di Maranello ad avere delle speranze anche di vittoria per la gara. Ecco l’analisi delle qualifiche.
Red Bull vola sul dritto, Ferrari primeggia in curva. Leclerc aveva troppo anteriore
Dalle analisi di Federico Albano emerge un quadro molto chiaro. La pole di Verstappen e la terza posizione di Hadjar, penalizzato poi di 5 posti in griglia, evidenziano la competitività Red Bull sul giro secco. Gli aggiornamenti hanno garantito alla RB22 una personalità più leggibile. Il vero punto di svolta è però l’efficienza aerodinamica, con la vettura di Milton Keynes che ormai perde poco nelle curve di varia tipologia, mostrando la sua forza sul dritto. La resistenza all’avanzamento è bassa ed è questa la chiave in un regolamento dove è fondamentale risparmiare energia ed avere velocità nei rettilinei. I dati della telemetria parlano chiaro. Verstappen è più lento e perde in tutte le curve. Nel piccolo serpente della 1-2 di 80 km/h fino alla 6-7 che si affronta a 250 km/h. La perdita è minima, ovvero frazioni di decimo, salvo poi recuperare in maniera clamorosa negli allunghi dove Red Bull mangia Ferrari. Il motore RB-Ford unito all’ottima aerodinamica efficiente permettono di consumare poca energia e spingere come Verstappen vuole, affidandogli il solo compito di gestire le gomme.
Sulle pagine di Formula Passion.it si legge però che la vettura di Maranello è chiaramente la migliore nelle curve. “I dati mostrano in maniera inequivocabile come la SF-26 sia stata la vettura migliore in curva, tanto nel lento quanto nel veloce, ma anche come abbia sofferto enormemente tutti gli allunghi. La filosofia progettuale dell’alto carico chiaramente aiuta, ma è da notare come l’ampia disponibilità di deportanza sia comunque modulabile sia in maniera diversa tra Leclerc ed Hamilton, sia nei confronti di pista e ambiente per ottenere l’equilibrio desiderato dai piloti. Il prezzo da pagare è chiaramente la resistenza maggiore rispetto a chi tra i rivali ha meno carico in valore assoluto, oltre che, ovviamente, lato motore, dove la PU Ferrari continua a mostrare l’enorme ritardo di quest’anno”.
Hamilton ha tirato fuori un giro fantastico che lo ha posizionato in prima fila. Uno dei migliori da quando è arrivato a Maranello. Attacco perfetto nelle curve e linee ideali. Nel settore centrale ha fatto la differenza in maniera impressionante anche confrontato a Leclerc che ha accusato quattro decimi di ritardo in quella zona del tracciato. Il britannico va forte appoggiandosi all’aderenza laterale fornitagli dalla SF-26 e spendendo più energia nei tratti veloci. Nell’ultima curva poi si nota una linea perfetta e una monoposto equilibrata. Ferrari dunque nettamente la migliore in curva ma debole nei rettilinei, storia già vista nel 2026.
Leclerc invece ha ammesso di aver caricato troppo l’asse anteriore. L’evoluzione della pista lo ha portato ad avere un posteriore più ballerino che gli ha tolto fiducia. Questo però può aiutarlo in gara? “Le buone sensazioni della vettura lo hanno spinto a cercare ancora più risposta dall’avantreno, portando la SF-26 verso un assetto più aggressivo sul frontale, soprattutto con l’incidenza dell’ala anteriore. Il problema è che nel 2026, anche su una pista come Sepang, avere un retrotreno molto solido rimane fondamentale e il monegasco ha man mano perso confidenza con il posteriore della vettura con il progredire della sessione e del suo stesso ultimo giro, con un inesorabile surriscaldamento delle gomme posteriori. Il tema dovrebbe essere risolvibile in gara, ma la domanda interessante in vista di essa è quindi capire se sul long run il carico termico sugli pneumatici si distribuirà maggiormente sull’anteriore, garantendo a quel punto un bel vantaggio per il monegasco“ ha concluso Albano.
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Credit Copertina: Sky Sports
