Charles Leclerc ha parlato del suo percorso fatto in Ferrari, svelando alcuni retroscena riguardanti l’atteggiamento critico e le aree obsolete
Il monegasco è arrivato alla settima stagione in rosso, ma che però ha deluso nuovamente le aspettative: Leclerc racconta i retroscena del suo percorso in Ferrari, sottolineando il ruolo che ha giocato l’autocritica verso sé stesso.

Leclerc descrive il suo percorso ed il suo lavoro in Ferrari – Credit REUTERS
La Scuderia di Maranello dispone di due piloti molto veloci ma che spesso e volentieri si buttano troppo giù. Simili ma diversi. Perché se Hamilton invita Ferrari a “cambiare pilota” con atteggiamento di resa, Leclerc fa molta autocritica ma poi abbassa la visiera e tira fuori il massimo da una SF-25 difettosa. Al debutto si capì subito il talento del monegasco sul giro secco, con diverse aree che dovevano essere migliorate. Il #16 ha svelato i particolari nell’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Autosprint.
Leclerc: “Non sono mai contento, neanche quando vinco”
“Non sono mai contento fino in fondo con me stesso, neanche quando vinco. Prima non usavo questa cosa in modo produttivo, ora sono più maturo e questa mia insoddisfazione la uso per migliorarmi. A volte pare sia troppo duro, ma è un modo di esigere sempre di più e non accontentarsi mai”.
La Ferrari e Leclerc non hanno trascorso anni facili. Il monegasco è molto autocritico ma ha deciso di usare la frustrazione per migliorare le aree dove era o è più carente. Soprattutto la gestione gomme, prima un punto debole, è diventata un punto di forza. L’esempio lampante è lo stint di Monza 2024. Questa stagione ha mostrato un livello da campione del mondo, trascinando il team senza mai arrendersi. Charles crede però che ci siano ancora degli aspetti cui fare meglio per essere la sua miglior versione.
“C’è ancora tanto da fare. Su di me svolgo un lavoro costante. Penso che quando sono arrivato in F1 avessi delle aree di miglioramento, come ad esempio la gestione delle gomme. Mi sono impegnato su numerosi aspetti e penso che, adesso, sono un pilota sicuramente migliore. Ora il mio lavoro è diverso, devo andare sempre più del dettaglio. Voglio essere il pilota più completo possibile, per me stesso e per la squadra”.
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Credit Copertina: Getty Images
