Charles Leclerc ha parlato di come le vetture 2026 nascondano dei segreti ben precisi che i piloti e le squadre devono interpretare per trovare performance: “Se modifichi il tuo stile di guida ma…”
Il pilota monegasco della Scuderia di Maranello ha raccontato di come i regolamenti delle vetture 2026 nascondano dei segreti che rendono innaturale la ricerca della prestazione sul giro secco e in gara: ecco le parole di Leclerc alla vigilia del GP d’Ungheria.

Ferrari arriva all’Hungaroring con una SF-26 che sulla carta dovrebbe essere abbastanza performante da poter infastidire Mercedes. Anche a Monaco doveva essere così ma poi diversi problemi avuti durante il weekend ci hanno mostrato una rossa più in difficoltà. La squadra di Brackley resta la favorita ma Leclerc ed Hamilton dovranno cogliere le loro chances se le avranno. Il lavoro del team e la messa a punto della monoposto, insieme alle strategie di erogazione dell’energia saranno elementi fondamentali. Queste F1 sono complicate, il monegasco ha voluto chiarirne alcuni aspetti.
Leclerc: “Tutti questi elementi rendono la guida un po’ meno pura”
“Penso che dipenda molto anche dalla power unit e da come è configurato tutto. Ci sono troppe variabili diverse, non è come in passato, quando si potevano guardare i dati e dire: ‘ecco dove sto perdendo, ecco cosa devo cambiare nel mio stile di guida’. Se modifichi il tuo stile di guida ma la programmazione va nella direzione opposta, finisci per essere molto peggio di prima. Penso che si debba essere molto aperti mentalmente. Ho iniziato la stagione sentendomi molto a mio agio con la macchina e molto forte. A Monaco e a Montreal ho poi faticato e sono riuscito poi a migliorare un po’ cambiando diverse cose. Ma non credo che con queste auto sia tutto così semplice. Capire appieno le implicazioni quando si è anche solo un po’ fuori forma è molto più difficile di quanto sembri”.
Il dover badare all’energia e molti altri fattori fa sì che i piloti non spingano al massimo ovunque ma si tengano del margine per conservare una guida pulita e che non danneggi le impostazioni del software. “Penso che spingersi al limite assoluto sia probabilmente meno gratificante di quanto non lo fosse in passato. Perché ogni volta che si supera il limite, ogni volta che si ha uno slittamento delle ruote, si spreca energia perché non si va avanti ma si consuma la batteria. Quindi tutti questi elementi rendono la guida un po’ meno pura e un po’ più un gioco di strategia e di mantenimento della calma per arrivare al limite assoluto, che non è il mio esercizio preferito. Ma ripeto, è così e devo ottimizzare quello che ho“. Il monegasco punta quindi il dito su come oggi funzionano le monoposto, con una gestione troppo complicata che non permette a team e piloti di essere in lotta anche se hanno i favori del pronostico. La continuità tecnica viene quindi meno per fare spazio alla comprensione dei minimi aspetti, ora divenuti cruciali.
“Ma questo non riguarda me personalmente, riguarda tutti nel paddock, e per questo motivo non abbiamo molte scuse. Dobbiamo solo affrontare quello che ci viene dato e massimizzare quello che abbiamo, e per questo sto cercando di capire appieno tutto. Ma ho ancora la sensazione che tutti noi veniamo sorpresi qua e là su piste diverse perché non è mai sempre la stessa ragione per cui si verifica un problema, il che rende tutto piuttosto complicato” ha concluso Leclerc.
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Credit Copertina: Getty Images
