Le prospettive future Ferrari con un avvertimento di un ex team principal: “In Italia siamo in ritardo su…”

di | Set 30, 2025

Le prospettive future della Scuderia Ferrari con un avvertimento di un ex team principal: “In Italia siamo in ritardo su…”

Nel dibattuto sempre acceso sulle prospettive della Ferrari, il futuro 2026 si intreccia con il tema del ritardo accumulato in alcuni settori cruciali della Formula 1, creando un intreccio di aspettative e preoccupazioni che riportano alla luce riflessioni di chi ha già vissuto da vicino le sfide di Maranello.

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Maurizio Arrivabene, Team Principal della Scuderia Ferrari dal 2014 al 2019 – Credits: X

Il passato torna spesso a bussare alle porte della Rossa, soprattutto nei momenti in cui la Scuderia non riesce ad esprimere la competitività attesa. In quelle occasioni riaffiora quindi un vecchio argomento: lo svantaggio strutturale legato al fatto che la Ferrari resta l’unica grande squadra con base esclusivamente in Italia, senza una filiale operativa in Inghilterra.nUn esempio attuale è Audi, che ha deciso di organizzarsi su tre fronti, Hinwil, Neuburg e Bicester, proprio per sfruttare la vicinanza al bacini di ingegneri britannici, i quali possono facilmente passare da una scuderia all’altra senza muoversi troppo.

Il ruolo di Vasseur e il peso degli errori progettuali

Maurizio Arrivabene, intervistato da Tuttosport, ha ribadito come questa differenza pesi ancora oggi a livello tecnologico e industriale. “Siamo un po’ in ritardo sui compositi e sull’aerodinamica perché i motori continuiamo a farli meglio di tutti. Gli inglesi nella zona di Oxford hanno sviluppato quel tipo di tecnologia e sono avanti. Per recuperare questo gap fatto di tradizione, ma anche di competenze e università che sono molto vicine alla produzione, dobbiamo lavorare parecchio. Noi però stiamo arrivando. Ci vuole pazienza, ma la Ferrari è sulla strada giusta. In Inghilterra ci lavorano 30mila persone, non è solo vincere le corse, è progredire a livello industriale“.

Secondo l’ex Team Principal, nonostante lo svantaggio iniziale, Frédéric Vasseur rappresenta l’uomo giusto per portare avanti il progetto Ferrari. “Una Supercar è fatta di 5mila componenti e hai quattro anni per metterla a punto. In una F1 ne ha 50mila e hai 6 mesi. Se commetti un errore te lo porti dietro per tutta la stagione ed è molto difficile correggerlo. Vasseur è una persona seria e ne capisce. Io avevo la vita facile perché parlavo italiano e riuscivo a cogliere tutte le sfumature, tutte le parole e le idee di chiunque”.

Le parole di Arrivabene riportano alla memoria anche errori appartenenti al passato. Basti pensare al 2016, quando la SF16-H presentava una fragilità strutturale nella scatola del cambio, elemento che creava continui problemi di affidabilità a causa di una flessione imprevista. Una situazione che dimostra quanto sia complicato rimediare a un difetto progettuale una volta che la stagione è in corso, esattamente ciò che accade oggi con la SF-25 e le difficoltà legate alla sospensione posteriore.

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