Un ex pilota del Cavallino trova il punto debole e spiega perché “è sempre più difficile per la Ferrari”

di | Set 16, 2025

Un ex pilota del Cavallino Rampante ha trovato quale sarebbe il punto debole della rossa: ecco perché “è sempre più difficile per la Ferrari”

Eddie Irvine, ex pilota della Ferrari, crede che ci sia un motivo ben preciso per cui la Ferrari non vince rispetto ai team britannici: che differenze ci sono in confronto al periodo di Michael Schumacher?

ferrari punto debole

Ferrari ha difficoltà a trovare gli ingegneri – foto: Scuderia Ferrari

La Ferrari non vince un mondiale da 17 anni e sembra che questa striscia negativa sia destinata a proseguire ancora a lungo. Lewis Hamilton è arrivato dalla Mercedes dove ha vinto tantissime gare e titoli mondiali. La mentalità britannica è molto diversa rispetto a quella di Maranello. Anche Vasseur ha ammesso che la squadra modenese è ‘isolata’ rispetto a tutti gli altri team situati nel Regno Unito. Attrarre ingegneri diventa quindi molto più difficile. Ecco cosa ne pensa Eddie Irvine ai microfoni di Sky Sports F1.

Irvine: “Hanno tutto, tranne che…”

“È molto difficile, per la Ferrari, perché in Italia sono soli. I team britannici sono tutti circondati da altri team, e c’è un’impollinazione incrociata. È molto diverso, è più difficile essere soli a Maranello. Ecco. È sempre più difficile per la Ferrari. Hanno l’immagine, hanno la storia, hanno tutto, tranne che non hanno quell’impollinazione incrociata, e questo è davvero difficile. Ai miei tempi, c’era Michael, ed era considerato di gran lunga il pilota più veloce. Per questo motivo, arrivarono Rory Byrne, Ross [Brawn], e tutta la squadra fu costruita attorno al fatto che Michael era un altro mondo”.

I risultati non esaltanti di Hamilton sono anche stati oggetto di critiche da parte di diversi esperti. Anche Irvine ha voluto dire la sua: “Il problema con Lewis è che è arrivato un po’ troppo vecchio. Ma ha vinto sette Campionati del Mondo, quindi c’è sempre un prezzo da pagare”. A seguire anche David Coulthard ha espresso la sua opinione sulle performance del britannico: Faccio fatica a credere che la cultura cambi completamente. È un’auto da corsa, destra, sinistra, acceleratore, freno. Sì, c’è un altro modo di usare la terminologia, ma una power unit è una power unit. La deportanza è deportanza. Quando si scompone questo sport nelle sue forme più semplici, si tratta di uomo e macchina, e i migliori al loro apice sono in grado di padroneggiarlo. Quindi la domanda è, e la dirò subito: ha superato il suo apice?

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