Si dice che la maggior parte degli addetti a Maranello fossero contrari all’arrivo di Hamilton in Ferrari: il retroscena che potrebbe spiegare la crisi del britannico…
L’arrivo di Lewis Hamilton in Ferrari ha rappresentato il più grande trasferimento del ventunesimo secolo, un’unione che tutti si immaginavano come vincente, ma che al momento non ha prodotto i frutti sperati; il sette volte campione a metà stagione sta affrontando una brutta crisi visto che non riesce a trovare la giusta competitività ed un retroscena potrebbe spiegare in parte la genesi delle difficoltà.

Hamilton ed il retroscena Ferrari sul suo arrivo – Credit: Getty Images
Specifichiamo innanzitutto che se Hamilton non va forte, la colpa non è solamente sua. La SF-25 è una vettura difficile da guidare e con molte problematiche. In poche parole per far andare forte la macchina bisogna ergersi sulle difficoltà ed andare oltre il proprio limite. Cosa che sta riuscendo a Leclerc ma non a Hamilton. Ciò sia per caratteristiche che per il fatto che il britannico si trova al suo primo anno in Ferrari. Ed inoltre che chi afferma che a Maranello non volevano nemmeno l’arrivo del pluricampione.
“Hamilton si sente demolita dalla Ferrari…”
“Penso che il suo sfogo sia stato ironico per certi aspetti. Di certo la sua posizione non era quella immaginabile da un sette volte campione del mondo”. Piuttosto mi sembra che Lewis si stia sentendo ‘demolito’ dalla Ferrari. In primo luogo, secondo me, l’arrivo di Hamilton a Maranello è stata un’operazione commerciale. Il 90% degli addetti ai lavori in Ferrari non era d’accordo, almeno da quanto ne so. E poi, quando un pilota non si sente valorizzato o parte integrante del gruppo per il raggiungimento di uno scopo, perde motivazioni”.
Queste le parole di Arturo Merzario a La Gazzetta dello Sport. L’ex-pilota che ha vestito anche la tuta rossa ci ha comunicato un retroscena che non conoscevamo, ovvero il fatto che non si volesse Hamilton all’interno del team. Ovviamente prendiamo sempre con le pinze queste affermazioni visto che la questione ovviamente non può essere approfondita e di conseguenza considerata come reale.
Riguardo il fatto di perdere motivazione visto che il #44 non si sente parte del gruppo, secondo il nostro pensiero non è possibile. Hamilton è stato accolto come di dovere e da mesi sta parlando di voler ristrutturare un team per renderlo vincente. Per fare ciò bisogna avere motivazione, poi i risultati in pista sono un qualcosa di diverso e che incidono a loro modo. Ma non si può dire affatto che Lewis non sia stato valorizzato o inserito nel gruppo Ferrari.
Ed infine sull’ipotesi di un possibile ritiro del britannico: “Lewis non è finito. Attende solo l’occasione giusta. Rischierà solo quando necessario, non per un’ottava posizione. Anche perché, se mai volesse andarsene, troverebbe un’altra squadra. Hamilton ha già fatto vedere ciò che vale. Non è nella situazione di Leclerc: Charles deve ancora dimostrare di essere un campione”.
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