Rosato racconta di un retroscena sulla grandezza di Schumacher: “Ci saremmo buttati tutti da un palazzo per lui perché…”

di Luigi Belfiore | Ago 22, 2025

Gino Rosato è tornato a parlare di Schumacher e della sua immensa grandezza, con un retroscena da brividi sugli anni d’oro della Ferrari in Formula Uno

Il canadese di origini abruzzesi è entrato a far di parte di Ferrari proprio sotto la gestione di Todt e per anni il suo ruolo di ‘segretario generale’ è stato cruciale, ma allo stesso tempo la sua figura abbastanza lontana dai riflettori; di recente Rosato è tornato a parlare dell’era-Schumacher, raccontando tramite un retroscena la grandezza e la personalità magnetica del sette volte campione del mondo.

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Gino Rosato in moto con Michael Schumacher – Credit: Getty Images

“Mi definirei un fixer. Mi affidavano i lavori sporchi, quelli che non si possono spiegare, ma che qualcuno deve fare. Parlavo con chiunque. Sapevo tutto, ascoltavo tutti, ero quello con le orecchie più grandi nel team per potermi muovere tra i vertici, i piloti, gli sponsor, i problemi politici e gli imprevisti da paddock”. Queste le parole del canadese sul suo ruolo in Ferrari e rivelate al podcast Pitstop, dove ha parlato anche della vicenda riguardante Michael Schumacher.

Rosato: “Non ho mai visto uno come Michael…”

“Ogni pilota di F1 dovrebbe chiedersi, ‘se portassi tutto il mio team sul tetto di un palazzo di 20 piani e dicessi loro di buttarsi di sotto in quanti lo farebbero’? Se Michael Schumacher ci avesse portato su quel tetto e ci avesse detto di buttarci, ci saremmo buttati tutti. Ergersi a guida del team e far sentire tutti coinvolti è un qualcosa che non si può insegnare. E’ un dono naturale, ma è anche la prima cosa a cui un leader dovrebbe pensare. Michael aveva questo dono. Riusciva ad essere veramente vicino a tutti quanti, non ho mai visto nessuno generoso come Schumacher sotto questo punto di vista”.

“Oltre ad essere un gigante in pista aveva questa abilità unica nel riuscire a trasformare tutto il team in una famiglia. Anche se i meccanici guadagnavano 6-7mila dollari al mese e lui 100 milioni all’anno. Si prendeva cura di tutti e guidava il team attraverso il suo esempio”. Questo è il perfetto esempio di cosa rappresentava Michael Schumacher, un qualcosa di semplicemente indescrivibile. Le doti che il tedesco possedeva infatti sono merce rara e molte poche volte abbiamo visto personalità del suo calibro, oltre ad essere un asso in pista. Un personaggio capace di fare la differenza e trasportare sia fisicamente che mentalmente con sé chi doveva e poteva essere utile alla squadra. Quanto manca un protagonista del genere in Formula 1, quanto manca Michael…

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Credit Copertina: Getty Images