Turrini riporta le ‘desolanti’ parole di un personaggio che ha contribuito ai fasti di Ferrari dopo le qualifiche di Imola: “Piuttosto che continuare così, meglio smettere…”

da | Mag 18, 2025

Le qualifiche del GP dell’Emilia-Romagna ad Imola hanno rappresentato uno dei punti più bassi della storia della Ferrari, con Turrini che ha riportato le dolorose parole di un ex-membro del Cavallino…

Le qualificazioni valide per il GP dell’Emilia-Romagna si sono rivelate totalmente impietose per Ferrari, che dinanzi al proprio pubblico non è nemmeno riuscita a centrale l’accesso in Q3; Leo Turrini ha commentato sul suo blog Profondo Rosso l’ultima pagina nera di questa stagione ad Imola, esponendo anche le parole di uomo che in passato ha lavorato in Ferrari negli anni d’oro e che ora è costernato dalla realtà.

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Leo Turrini commenta le qualifiche del GP dell’Emilia-Romagna – Credit: Rossi Enrico

La realtà è questa e non fa certamente sorridere chi tifa Ferrari. Dopo le premesse dell’ottima stagione 2024 sembrava che a Maranello avessero finalmente chiara la situazione dopo anni di vuoto, ma tuttavia l’inizio di questa stagione ha riportato il ‘mondo rosso’ nello sprofondo più totale.

Turrini: “Basta con la difesa dell’indifendibile”

“Apocalisse Rossa. E adesso, cosa accadrà a Maranello? Che pena. Mi dispiace umanamente e mi dispiace “sportivamente”. Non appena il disastro si è compiuto, un vecchio amico che tanto ha contribuito alla gloria del Cavallino mi ha mandato un whatsapp desolato e desolante. “Piuttosto che continuare così, meglio smettere. Ma non si può, non si deve”. Esatto. Non si può e non si deve”.

Purtroppo Turrini e come giusto che sia non ha fatto il nome del diretto interessato. Anche se fa male vedere che una persona che ha contribuito agli anni d’oro del Cavallino pronunciare una frase del genere. La Ferrari non è altro che la brutta copia di quella di tanti anni fa.

“Basta con la difesa dell’indifendibile. Raccontare per mesi che erano state fatte scelte organizzative e tecniche giuste e che si trattava solo di avere pazienza, come è stato fatto, era una offesa alla intelligenza. A qualunque livello, dalla proprietà della azienda all’ultimo dei fans, serve il buon gusto di ammettere che qui è stata presa una cantonata micidiale. Amare la Ferrari significa riconoscere la verità. E’ assurdo scomodare l’addio di Cardile per giustificare questo flop. E’ ridicolo continuare ad evocare Binotto. Poi mi fermo, per carità di patria”.

Il problema risiede proprio nel fatto che chi sta in alto non ama la Ferrari. E’ veramente triste pensare a ciò che Enzo aveva creato con passione e quello che oggi la Scuderia di Maranello è diventata. Vuoto, solo vuoto.

“Così arrivo al curato di campagna. Io non ho niente contro Vasseur. Ho memoria. So di quanto tempo ebbe bisogno Todt. Ma questa è la sua squadra. E Vasseur non si sta aiutando con la litania di esternazioni che attestano una oggettiva incomprensione dello stato dell’arte. E questo è grave. Quanto grave, dovranno valutarlo i vertici”.

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 Credit copertina: Scuderia Ferrari