Fréd Vasseur ha ammesso come Ferrari abbia sottovalutato un importante aspetto nel trasferimento di Lewis Hamilton a Maranello: ecco dove l’inglese non è stato aiutato
Il Team Principal della Scuderia di Maranello ha spiegato come Ferrari non abbia aiutato Hamilton nel passaggio dalla Mercedes: ecco, secondo Vasseur, in quale aspetto il sette volte campione avrebbe avuto bisogno di maggior aiuto.

Vasseur, dove Ferrari non ha aiutato Hamilton – foto: Scuderia Ferrari
Le prestazioni sfoggiate da Hamilton da inizio anno non sono state all’altezza. Leclerc ha mostrato un feeling nettamente superiore con la SF-25. Il britannico è riuscito a stare davanti al compagno di box in pochissime occasioni e quando l’ha fatto il margine era molto ridotto. Durante la pausa estiva Lewis ha lavorato per cambiare il suo approccio e comprendere meglio come adattarsi ad un nuovo stile di guida che è per lui ‘innaturale’. Le difficoltà del sette volte iridato potevano però essere ‘attenuate’. Anche Ferrari ha le sue colpe, arriva l’ammissione di Vasseur.
Vasseur: “In Ferrari è un cambiamento radicale per lui”
“Forse abbiamo sottovalutato l’importanza del cambiamento. Probabilmente perché ha trascorso cinque anni alla McLaren, poi dodici alla Mercedes. Si è trattato di una sorta di continuità: due team con sede nel Regno Unito, con lo stesso motore e lo stesso ambiente. Entrare in Ferrari è un cambiamento radicale per lui, nella sua vita, nella cultura del team e in tutto il resto. Farlo in tre giorni di test nel periodo invernale è piuttosto difficile, e credo che anche le aspettative fossero enormi”.
Il TP transalpino non si è soffermato sul cambio culturale tra un team inglese e uno italiano, ma anche sugli aspetti più tecnici. Ricordiamo che Hamilton ha scelto di cambiare il suo Ingegnere delle Performance, mettendo in quel ruolo una figura che già ha lavorato con lui in Mercedes. Il freno motore e le sensazioni differenti tra i dischi freno di Carbon Industrie (Mercedes) e Brembo (Ferrari) sono stati i punti di maggiore attenzione da parte del britannico. Il #44 spera infatti che con la Ferrari 2026 possa avere un approccio più naturale e meno costruito. Nel frattempo però bisogna continuare a migliorare perché manca ancora molto al termine della stagione.
“Dobbiamo mettere tutto a posto, e ci vuole tempo. Dobbiamo anche gestire le aspettative e le voci che circolano intorno alla squadra. Sono davvero convinto che ce la farà. Dobbiamo sostenerlo ogni singolo giorno, e io lo farò. È una questione di supporto e mentalità. Lui è totalmente impegnato, spinge al massimo. Cerca di ottenere il meglio da tutti e avrà sempre il mio sostegno in questo”.
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Credit Copertina: Scuderia Ferrari
