Charles Leclerc ha parlato dell’approccio al weekend del GP di Singapore 2026 che ospiterà il format Sprint: “La correlazione tra simulatore e pista è…”, la Ferrari potrebbe essere avvantaggiata per un motivo in particolare?
Il pilota monegasco del Cavallino Rampante ha discusso del perché la squadra italiana sia solitamente più veloce dei rivali al venerdì: ecco le parole di Charles Leclerc alla vigilia del GP di Singapore dove torna il format Sprint, Ferrari ne sarà avvantaggiata?

La Ferrari non ha portato il risultato sperato dalla Malesia, arrivando però al terzo gradino del podio con Lewis Hamilton. Il monegasco è arrivato quarto ma entrambi i piloti hanno rimediato al clamoroso errore di strategia commesso all’inizio della gara. La SF-26 ha mostrato un passo notevole, quasi valido per la vittoria se tutto fosse andato secondo i piani. La rossa di Maranello ora deve pensare a Singapore, tracciato molto tecnico e non facile per le caratteristiche. Questo fine settimana si aggiunge poi la sfida della Sprint che mette a disposizione soltanto una sessione di prove libere. Le dichiarazioni di Leclerc alla vigilia sfatano il mito di una Ferrari forte solo al venerdì?
Leclerc: “Abbiamo una vettura ben bilanciata dall’inizio. Tutto si riduce alla…”
“Non so se siamo necessariamente così bravi il venerdì. Voglio dire, lo siamo, ma penso che sia principalmente dovuto alle modalità motore che usano gli altri. Non appena inizia la qualifica, hanno qualcosa che al momento noi non abbiamo. Quindi mi aspetto che probabilmente sarà lo stesso anche qui. In FP1, potremmo essere leggermente più competitivi rispetto ai nostri rivali, che hanno qualcosa in più nella manica in vista della qualifica che al momento noi non abbiamo. Ma una delle nostre forze come squadra è che abbiamo una vettura ben bilanciata fin dall’inizio. Possiamo sicuramente trarne vantaggio durante una gara sprint. Se questo sarà sufficiente per vincere rimane da vedere”. Leclerc quindi fa capire che il programma di lavoro Ferrari è diverso rispetto a quello dei rivali e che il vantaggio derivi probabilmente solo da una mappatura motore più spinta. Tant’è che la SF-26 poi quando gli altri tirano fuori più cavalli, non riesce ad essere sullo stesso livello come ammesso dal monegasco.
“La pura performance della vettura, in particolare durante l’ultimo GP, è stata un po’ deludente rispetto ai nostri concorrenti. Quindi vedremo dove ci collochiamo dopo la FP1. Nelle ultime settimane, la correlazione tra il simulatore e la pista è stata estremamente forte. Questo ci aiuta a svolgere il nostro lavoro in fabbrica e ad arrivare in pista con una vettura ben bilanciata con cui mi sento a mio agio fin da subito. Tutto si riduce alla preparazione. Non si tratta di rendere il setup più ‘aggressivo’: le prestazioni assolute della vettura semplicemente non sono al livello dei top team al momento, ma rendere il bilanciamento più estremo non ci permetterebbe di guadagnare nemmeno un millesimo in più. Ci manca semplicemente un po’ di prestazioni assolute”. La Scuderia dunque disposizione di una buona correlazione che aiuta i tecnici a mettere la SF-26 nella giusta finestra ma non basta per vincere al momento. Ricordiamo che ad Austin è atteso il quarto e ultimo pacchetto di aggiornamenti.
Leclerc sul regolamento 2026 e le difficoltà in qualifica
“Penso che sia un po’ la nostra preoccupazione con queste vetture, nel senso che, non certo a quel livello ovviamente questo era un problema, ma qualunque cosa tu abbia quando esci dalla curva, a volte puoi avere 100 cavalli in più, 100 cavalli in meno. Non sei completamente in controllo della potenza che ti viene data. E poi, con questo tipo di visibilità come all’inizio della gara, puoi avere grandi impatti proprio per questo. Non voglio essere così estremo con le mie parole, ma sicuramente non è abbastanza buono. Voglio dire, abbiamo sollevato questi problemi, e spero che li risolviamo. Ma, sfortunatamente non penso che ci siano soluzioni a breve termine per questi problemi. Questi problemi sono purtroppo il risultato di decisioni prese parecchio tempo fa e ora per invertire o cambiare quella cosa ci vorrà tempo“.

Dopo quanto accaduto in Malesia il monegasco ha sottolineato ancora una volta la pericolosità di queste monoposto troppo dipendenti dal software. I piloti infatti possono anche diventare passeggeri. Il seguire uno schema senza poter rischiare qualcosa in più toglie il brivido della sfida al pilota abituato ad andare al limite soprattutto durante un giro secco. Leclerc è sempre stato un mago in qualifica, così come Verstappen, ma nel 2026 nessuno dei due riesce quasi a fare differenza perché serve un giro pulito che non ‘sballi’ il programma e aumenti il rischio di perdere potenza in rettilineo. In merito a questo argomento, ecco cos’ha risposto il ferrarista:
“Penso che forse le generazioni precedenti di auto fossero un po’ strane in certi aspetti, e forse Lewis non le apprezzava del tutto, ma sta guidando a un livello eccezionale quest’anno. Quindi sì, non sono così sorpreso, e sicuramente, ho avuto un po’ più di difficoltà di quante vorrei con queste auto finora, e ho sempre sentito come…. Guido abbastanza con la sensazione del momento, e in qualche modo vado e sfido l’auto in modi che non facevo prima in Q3, in particolare. E con queste auto, paghi il prezzo, perché quando stai provando qualcosa che non hai mai provato prima, il sistema dietro è costantemente impegnato a riadattarsi su una base che non è nota, e quindi è un po’ confuso per il sistema, e perdi un po’ di tempo qui, là”.
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Credit Copertina: XPB Images
