Ferrari 2026, vettura che “osa”: ecco tutti i concetti studiati da Serra e cosa sappiamo sinora

di Giulio Di Palma | Gen 2, 2026

La Ferrari 2026 è una vettura che punta ad “osare” molto: ecco tutti i concetti studiati da Loic Serra e cosa sappiamo sinora delle scelte tecniche

La nuova vettura del Cavallino Rampante può essere definita coraggiosa, con Loic Serra a guidare il lavoro: la Ferrari 2026 punta ad essere tra le migliori, ma ecco cosa sappiamo sinora dei concetti primari della monoposto 678 che verrà svelata il 23 Gennaio.

ferrari 2026

La direzione tecnica di Serra dovrà mostrare i suoi benefici con la creatura 678 interamente sviluppata sotto l’occhio del francese. “Penso che quelle che chiamiamo ‘zone grigie’ non siano altro che la creatività umana, il pensare a cose a cui nessuno aveva mai pensato prima”. Queste le parole del DT, il quale punta al massimo. Vasseur ha chiesto ai suoi uomini di avere un approccio aggressivo per provare a vincere il mondiale. Ecco cosa sappiamo sinora della nuova vettura di Maranello.

Scelte aggressive, gomme al centro del progetto e tanta “sperimentazione”

La 678 monterà il push-rod sulle sospensioni anteriori e posteriori, mentre sulla SF-25 c’era il doppio pull-rod. Loic Serra ha usufruito anche dei dati forniti dalla meccanica aggiornata al retrotreno che ha debuttato a Spa per capire quali errori non commettere nel 2026. Lo sviluppo è concentrato molto sul telaio. A Maranello si mette al centro l’utilizzo delle coperture. Gli uomini della squadra italiana vogliono capire quali sono le condizioni in cui la gomma genera la massima aderenza. Il DT sta conducendo un lavoro importante sulle sospensioni ed essendo uno specialista nella dinamica del veicolo vuole mettere la comprensione delle gomme al primo posto. Ferrari punta a consentire una “flessione controllata del primo link del triangolo superiore”. Questo è un intervento che mira alla macroarea della rigidezza complessiva della sospensione anteriore.

Realizzare un sistema simile quando la macchina sta correndo è molto complesso, tutto deve essere efficace e nei limiti del regolamento. Ma perché il team tecnico di Maranello cerca disperatamente la flessione meccanica? Per generare una dinamica di recupero del camber a date velocità. Controllare questi paramentri permette di modulare la sospensione a seconda del funzionamento delle mescole, incrementando l’aderenza e la stabilità in alcune fasi. Passando poi all’aerodinamica si può dire che Serra ha provato ben 50 concetti di ali anteriori diverse, con test anche sulla lunghezza dell’elemento. Un’area che potrebbe essere molto importante nel vortice dei flussi.

Passando poi al corpo vettura si ipotizza che la rossa spinga molto per aumentare l’efficienza tramite l’outwash col disegno delle pance. Il famoso ‘undercut’ dove c’è la bocca dei radiatori dovrebbe essere particolarmente accentuato. Il lavoro poi sulle masse radianti del motore permetterebbe di avere un retrotreno più ristretto nelle forme. In riguardo all’ultimo aspetto più importante, ovvero la Power Unit, le informazioni indicano soddisfazione interna da parte del reparto di Gualtieri. L’ingegnere italiano ha infatti deliberato la testata in acciaio, ideata da Zimmermann. Ovviamente per conoscere il quadro degli avversari ci sarà bisogno di scendere in pista. Vasseur ha detto che la nuova Ferrari avrà una Spec.A ed una Spec. B, con un programma di sviluppi già definito gara per gara. 

LEGGI: Ferrari dice addio ad un pilota ufficiale nel 2026: chi prenderà il suo posto a Maranello?

Seguici sui tutti i nostri social: TikTok – Instagram – X

Credit Copertina: Scuderia Ferrari