Ultimi aggiornamenti per Ferrari ad Austin, ma attenzione ad un pericolo: allerta tra i tecnici

di Giulio Di Palma | Ott 20, 2026

Ferrari apporta l’ultimo pacchetto di aggiornamenti ad Austin sulla SF-26 ma i tecnici sanno di dover porre particolare attenzione ad un pericolo: c’è un’allerta, ecco il motivo

La Scuderia di Maranello può guardare alla tappa negli Stati Uniti con più ottimismo viste che le caratteristiche del circuito dovrebbero esaltare le doti della SF-26: i tecnici Ferrari però dovranno fare attenzione ad un possibile pericolo con l’introduzione del nuovo pacchetto di aggiornamenti ad Austin, c’è un’allerta concreta.

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Oramai si sa da tempo che Ferrari ha programmato di apportare gli ultimi sviluppi della stagione nella tappa di Austin. La SF-26 ha avuto alcune novità a Zandvoort ma il pacchetto non è stato significativo perché diversi elementi sono stati posticipati per dare più tempo agli aerodinamici di riscontrare guadagni superiori. Leclerc già da molte gare ha notato che la sua vettura sembra aver perso performance pura rispetto ai rivali, nonostante buoni piazzamenti in Malesia e Singapore. Le principali aree in cui vedremo gli interventi le conosciamo ma c’è un particolare rischio da non sottovalutare. 

Ferrari non vuole sbilanciare la monoposto

Come riportato da Giuliano Duchessa sul Corriere della Sera, le modifiche Ferrari ad Austin sulla SF-26 comprendono delle pance più affusolate nella forma ma il fondo sarà completamente nuovo. Quest’ultimo elemento è stato ripensato per generare più deportanza e aderenza. È questo l’elemento centrale di questo pacchetto, da cui gli ingegneri si attendono che permetta di guadagnare velocità nelle curve. Si punta anche ad avere un comportamento più prevedibile. I tecnici di Maranello sono però in all’erta perché aumentare il carico non garantisce performance se in seguito il bilanciamento tra anteriore e posteriore diventa più difficile da mettere a punto. Mercedes ne è l’esempio. Ferrari dovrà capire al meglio il fondo cercando correlazione tra i dati e la pista.

Se ci fosse più sensibilità alle regolazioni o una gestione gomme più complicata significherebbe fare un passo falso e restringere la finestra di funzionamento. Stiamo pur sempre parlando di una delle aree nevralgiche della monoposto che ne determinano il comportamento. Il tracciato americano presenta dei curvoni veloci dove la rossa potrebbe combattere il gap motoristico mantenendo un’elevata velocità di percorrenza e quindi minor energia richiesta. Ovviamente c’è il lungo rettilineo situato nel secondo settore che non sarà semplice da affrontare ma il design della pista offre tanti motivi per avere più ottimismo. Guardando poi al finale di campionato, ci sono anche Brasile e Qatar che possono essere terreni favorevoli alla SF-26. Meno invece se pensiamo al Messico con i lunghi rettilinei e un’altitudine che complica lo smaltimento di calore. Ferrari ha pronti degli upgrade specifici per ingrandire gli sfoghi per raffreddare la PU in quelle condizioni.