Ferrari si mette a caccia per correggere uno dei limiti della SF-26: arriva un aggiornamento al software? Cosa emerge

di Giulio Di Palma | Mar 11, 2026

Ferrari si mette a caccia della Mercedes dopo l’Australia e cerca di cucire il gap già in Cina: oltre all’ala Macarena arriva anche un aggiornamento al software? Ecco cosa emerge

Il Cavallino Rampante non vuole assolutamente mollare nonostante il grande vantaggio di cui può usufruire la Mercedes, senza contare poi che McLaren e Red Bull si avvicineranno nel corso della stagione: Ferrari in Cina, oltre all’ala Macarena, apporterà anche un aggiornamento al software? Ecco cosa emerge.

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A Maranello si sta lavorando già da un paio di mesi ad un motore completamente nuovo. Quello attuale ha la parte termica simile al’ICE utilizzato nel 2025. Una scelta fatta per preservare l’affidabilità ma che non presenta margini di sviluppo. Il progetto di Zimmermann presentava troppi problemi al banco di prova ed è stato dunque accantonato. Gli uomini di Gualtieri stanno ricostruendo da zero l’architettura della Power Unit per eliminare la degrazione termica. La nuova specifica dovrebbe debuttare nel 2027 ma potrebbe anche essere usata già a partire dal Belgio a da Monza in questa stagione. Dipenderà dall’ADUO ma non solo. Ora però Ferrari vuole porre rimedio ai problemi di energia, ecco la novità che sarebbe in arrivo per il weekend in Cina. 

Ferrari testa un nuovo sistema di dispiegamento energia

Le principali differenze di prestazione tra Ferrari e Mercedes sono da ricercare nell’efficienza della batteria, dove il team tedesco sembra avere un vantaggio ed una conoscenza elevata degli strumenti. La rossa ha sofferto di alcuni problemi legati all’energia nel corso della qualifica, mostrando invece la sua forza nelle curve lente. Il telaio e l’aerodinamica studiate a Maranello sono eccellenti. Si parla di clipping e super-clipping ma il software gioca un ruolo chiave. Ovviamente il rapporto di compressione superiore al 16:1 aiuta. La squadra del Cavalino però, secondo delle indiscrezioni raccolte da Formula1.it, si sarebbe concentrata nel correggere uno dei grossi limiti emersi a Melbourne. Oltre alle 3 specifiche della versione 1 dell’ala Macarena, la quale dovrebbe portare un guadagno in rettilineo, il team capitanato da Vasseur dovrebbe provare un “nuovo profilo di deployment”.

Un dispiegamento dell’energia diverso dunque per aumentare la ricarica nelle curve di media velocità, facendo restare la PU a regimi più alti con marce più basse. In questo modo sarebbe possibile deviare l’energia cinetica in eccesso per caricare la batteria attraverso l’MGU-K. Questa filosofia viene sfruttata anche da Red Bull e Mercedes. Per arrivare a questo risultato non basta cambiare la mappatura. Infatti la questione riguarda la gestione della ripartizione della potenza utilizzata dall’asse motrice e quella dirottata verso l’MGU-K. Ferrari dunque interverebbe per rendere il softare più efficiente, adottando un compromesso più stabile tra trazione, recupero dell’energia e rilascio della potenza elettrica nell’arco del giro.

Sempre secondo le fonti di Formula1.it, la soluzione aveva subito una valutazione già nei test in Bahrain ma Leclerc ed Hamilton avevano sofferto dei “microslittamenti”, con più di un testacoda. Il limite è sottile tra un recupero energetico aggressivo e una vettura che diventa difficile da guidare. Il software è un elemento cruciale e ottimizzarlo può far recuperare un bel po’ di terreno. Ovviamente contribuiranno molto anche gli aggiornamenti aerodinamici e non solo allo sviluppo. I tecnici italiani puntano a ridurre il super-clipping in rettilineo. Ovvero quando l’energia termina molto presto in rettilineo e causa una grossa perdità di velocità a gas spalancato. Una ricarica migliore nelle curve a media velocità garantirebbe una maggiore disponibilità energetica da usare sul dritto, con l’auto in grado di mantenere per più tempo la top speed.

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Credit Copertina: Scuderia Ferrari