L’aletta “FTM” introdotta dalla Ferrari nella zona del diffusore della SF-26 può portare grandi vantaggi rispetto ai rivali? E c’è un solo team che potrebbe ‘copiarla’, ecco chi è
Abbiamo già visto come la Ferrari sia stata capace di portare delle soluzioni molto innovative dal punto di vista aerodinamico: tra queste c’è anche un’aletta situata sullo scarico e nella zona del diffusore che prende il nome di “FTM”, ma può dare grandi vantaggi in termini cronometrici? Inoltre c’è un solo team che può ‘copiare’ la soluzione.

Nel primo giorno dei test 2 in Bahrain abbiamo visto debuttare sulla SF-26 una novità che ha fatto parlare tutto il paddock da subito. Chiaramente questo coraggio mostrato dal team italiano è un segnale molto positivo ma dovrà anche pagare in pista. Loic Serra ha spiegato che quel flap sullo scarico non è solo una sua idea ma frutto di un lavoro di squadra proficuo e molto impegnativo per ogni membro. Ferrari ha progettato la zona del posteriore nei minimi dettagli per far sì che nessun’altra squadra potesse replicarne le soluzioni. Infatti l’aletta FTM fa parte di questo processo, ma che vantaggi reali può dare? Con un unico team che potrebbe permettersi di implementare l’innovativo elemento.
Ferrari sfrutta al massimo il regolamento, attesi importanti vantaggi in termini di carico aero
Ferrari ha presentato una soluzione aerodinamica che non è copiabile dagli altri team. Il regolamento infatti consente un limite di 60 millimetri in relazione all’asse posteriore per introdurre un profilo aero. Sulla SF-26 c’è un flap che prende il nome di FTM, il quale sfrutta i gas di scarico anche a bassi regimi per recuperare energia. L’idea degli uomini di Tondi era quella di spingere al massimo il concetto, sfruttando i vantaggi di un’estensione del diffusore sia in termini di aumento della sua lunghezza effettiva sia nella pulizia del flusso spostando la turbolenza allo scarico. Nel team di Maranello hanno esteso il diffusore verso l’alto fino alla massima altezza consentita, coprendo di fatto lo scarico.
Le simulazioni effettuate sia in CFD che in dinamica del veicolo hanno dato risultati positivi. Ciò ha spinto il team a intraprendere diverse riprogettazioni verificando che fossero legali agli occhi della FIA. Quest’ultima ha dato la sua approvazione solo la sera prima del debutto in pista. Per rientrare in norma a questa norma, la Ferrari ha dovuto assicurarsi che il differenziale del cambio fosse progettato nella sua posizione più arretrata. Ciò richiedeva la costruzione di una scatola del cambio sufficientemente stretta per evitare un eccessivo aumento dell’ingombro nella sezione centrale del diffusore. Secondo quanto riportato da The Race.com sebbene l’alettone di scarico sia una soluzione interessante, sarebbe sbagliato affermare che cambierà le carte in tavola in termini di prestazioni. Non garantirà sicuramente lo stesso guadagno enorme ottenuto dalla Brawn con il suo doppio diffusore nel 2009, o quello ottenuto da molti team con i diffusori soffiati del 2011.

La novità introdotta sulla SF-26 – foto: Xavier Gazquez
Grazie però al comportamento dei nuovi propulsori, si può trarre un vantaggio dallo sfruttamento dei gas di scarico caldi che è forse maggiore rispetto a quello degli ultimi anni. Con le nuove Power Unit 2026, dove le strategie di recupero energetico prevedono un leggero ritardo nello stacco del motore a combustione interna per ricaricare la batteria, il concept della Ferrari potrebbe avere un impatto notevole. Dovrebbero esserci vantaggi in termini di carico aerodinamico in molti tipi di curve. La maggior parte degli altri team non potrà provare l’ala in prima persona, poiché è limitata dalla posizione del cambio. L’unica a riuscirci potrebbe essere la Haas. Infatti a differenza della Cadillac, la quale prende da Maranello solo il motore, il team americano usa anche le componenti legati alle sospensioni e trasmissione, permettendole di poter replicare l’elemento se volesse.
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Credit Copertina: Motorsport.com
