Il ‘padre’ della SF-26, Loic Serra, si esprime sulle innovazioni Ferrari e non solo: “Non è importante avere una buona macchina ora, ma…”

di Luigi Belfiore | Feb 23, 2026

Loic Serra, voluto fortemente dal TP Vasseur, è colui che ha condotto a tutti gli effetti i lavori per la creazione della SF-26; il direttore tecnico di Ferrari ha parlato delle innovazioni portate ai test, tra cui l’innovativa ala posteriore…

L’attuale direttore tecnico di Ferrari è arrivato a Maranello meno di due anni, precisamente il primo ottobre 2024, dopo aver terminato il suo periodo di gardening dovuto alla sua esperienza in Mercedes; la SF-26 costituisce a tutti gli effetti la prima monoposto di Loic Serra, che ne ha condotto e coordinato i lavori. In una recente intervista a L’Equipe, il francese ha parlato proprio dell’ultima creatura progettata a Maranello e delle innovazioni portate e che hanno stupito il paddock.

loic serra padre sf-26

La prima vettura del nuovo regolamento tecnico creata da Ferrari sembra essere a tutti gli effetti nata bene. La SF-26 fino a questo momento ha stupito la stessa Scuderia di Maranello, dunque ci sarebbero le basi per una buon 2026. Il Cavallino Rampante coordinato da Serra ha mostrato coraggio nella ricerca di nuove soluzioni tecniche ed in Bahrain sono arrivate sorprese come l’elaborato diffusore e l’ala posteriore ‘reverse’.

Serra sulle innovazioni della nuova monoposto

“Non è il mio scarico, è quello di un team. Sono solo un pezzettino dell’intera catena io. Ma sì, è fantastico vedere l’effetto che le nostre creazioni hanno nel paddock. Avevamo un foglio bianco per il regolamento 2026, ed è stato emozionante. Ma è anche una trappola. La sfida è mantenere l’esplorazione la più ampia possibile e non precipitarsi in una direzione troppo presto. Il vantaggio di un foglio bianco è che ci sono molte opportunità, e lo svantaggio è che ci sono molte opportunità. Il che significa che ci si può perdere molto rapidamente.” Queste parole dimostrato come Ferrari e Serra abbiano posto molto attenzione e studio nella creazione della SF-26. Ed allo stesso tempo ci indicano la difficoltà del perseguire la giusta direzione, visto che non è assolutamente semplice. La Scuderia di Maranello nel corso degli ultimi anni ha dimostrato di avere difficoltà sotto questo punto di vista, molte volte dei progetti nati bene sono stati sviluppati male. E questo è un limite che dovrà essere corretto se si vorrà pensare di arrivare in alto.

Il direttore tecnico poi ha risposto alla domanda relativa al fatto se ha guardato anche alle soluzioni apportate dai rivali. “Certo. Sarebbe poco professionale non farlo. La ricetta per tutti, con la fine dell’effetto suolo, è massimizzare la deportanza e consentire una buona interazione telaio-motore. L’ala posteriore? I regolamenti precedenti non ci davano quel grado di libertà. Abbiamo visto in quel divario l’opportunità di massimizzare la SML (Straight Mode Line), per scivolare più facilmente nell’aria sui rettilinei. La cosa più importante non è avere una buona macchina ora, ma essere in grado di migliorarla durante la stagione. E con i ragazzi che abbiamo a Maranello, non vedo perché non possiamo farlo!“. Serra conferma dunque proprio quanto scritto nel paragrafo precedente. L’importante è avere una buona base, ma sarà ancora più importante sviluppare bene il concetto che si ha a disposizione. Vediamo se Ferrari ci riuscirà grazie all’apporto del francese…

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Credit Copertina: L’Equipe